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E-waste, che problema: sai come smaltire in sicurezza il tuo vecchio smartphone (o il computer che ormai non usi più)?

Proteggi i tuoi dati eliminando in sicurezza quelli memorizzati nei dispositivi elettronici prima di smaltirli correttamente. 

Ogni anno, in Italia si raccolgono solo 6,12 kg di rifiuti elettronici per abitante, un dato preoccupante rispetto agli obiettivi europei, fissati a oltre 11 kg.

Ma il problema non è solo ambientale, dispositivi come smartphone, tablet e computer contengono infatti una quantità impressionante di informazioni personali. Se queste non vengono cancellate correttamente, possono diventare accessibili ai cybercriminali, rappresentando un rischio per la privacy.

Molti ignorano che anche eliminando i file o effettuando un reset di fabbrica, i dati potrebbero essere recuperati da professionisti con strumenti specifici. Foto personali, documenti riservati e persino accessi a conti bancari o aziendali potrebbero finire nelle mani sbagliate. E con il telelavoro sempre più diffuso, i rischi non riguardano solo l’individuo, ma anche le aziende, con potenziali fughe di dati sensibili.

Prima di smaltire: proteggi i tuoi dati personali

Quando decidi di cambiare dispositivo, è fondamentale pianificare il passaggio in modo sicuro. Prima di spegnere per l’ultima volta il tuo vecchio smartphone o computer, verifica di aver salvato tutto ciò che ti serve. Effettuare copie di sicurezza è un passaggio essenziale per non perdere foto, video o documenti importanti. Puoi trasferire i file su un nuovo dispositivo, un disco esterno o utilizzare piattaforme cloud affidabili.

Un altro passaggio cruciale è quello di chiudere le sessioni aperte. I social media o i servizi online a cui hai avuto accesso potrebbero conservare le tue credenziali di login. Lasciarle attive significherebbe offrire ai malintenzionati un’autostrada per accedere a più piattaforme, sfruttando magari i tuoi account Gmail o Facebook per violare altri sistemi.

Molti pensano che un reset di fabbrica sia sufficiente per cancellare i dati dal dispositivo, ma non è sempre così. Gli esperti avvertono che i dati possono essere recuperati con strumenti di recupero avanzati, anche da dischi rigidi apparentemente “puliti”. Per garantire la cancellazione completa, si può utilizzare un software di pulizia sicuro, come Disk Wipe o Active KillDisk. Questi programmi sovrascrivono i dati, rendendoli irrecuperabili.

Per chi vuole un’opzione definitiva, esiste anche la possibilità di distruggere fisicamente il disco rigido. Romperlo con un martello, seguendo le dovute precauzioni, come l’uso di guanti e occhiali protettivi, è una soluzione estrema ma efficace.

E-waste, un problema ambientale da non sottovalutare

Oltre alla sicurezza dei dati, lo smaltimento corretto dei dispositivi elettronici è fondamentale per ridurre l’impatto ambientale. In Italia, la raccolta di rifiuti elettronici è ancora insufficiente, con una media molto al di sotto degli standard europei.

Una delle cause è la scarsa consapevolezza dei cittadini, molti dei quali non sanno dove portare i vecchi dispositivi o preferiscono gettarli nei rifiuti domestici, con conseguenze dannose per l’ambiente.

Portare i dispositivi in centri di raccolta specializzati non solo aiuta l’ambiente, ma consente anche di recuperare materiali preziosi come oro e argento, riducendo la necessità di nuove estrazioni. Inoltre, alcune regioni e aziende offrono incentivi economici per la riparazione o il riciclo degli apparecchi, un’opzione che vale la pena considerare.

Cambiare smartphone, tablet o computer può essere entusiasmante, ma non dobbiamo dimenticare l’importanza di proteggere i nostri dati e l’ambiente. Salvaguardare le informazioni personali con pochi semplici passaggi, come chiudere le sessioni, effettuare un reset di fabbrica o distruggere il disco rigido, può evitare gravi conseguenze. Allo stesso tempo, scegliere il giusto metodo di smaltimento contribuisce a un futuro più sostenibile.

Non sottovalutare l’importanza di questi gesti, il tuo vecchio dispositivo potrebbe essere una miniera di dati per i malintenzionati o una risorsa preziosa per l’ambiente.

Barbara Soehner

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