Principe Andrea, arresto del 19 febbraio: quali accuse e perché si parla (di nuovo) del caso Alisa Dmitrijeva

Il 19 febbraio 2026 Andrew Mountbatten-Windsor è stato arrestato e poi rilasciato “under investigation”: cosa sappiamo sulle accuse e perché il caso irrisolto di Alisa Dmitrijeva torna a far discutere.

Il 19 febbraio scorso Andrea Mountbatten-Windsor è stato arrestato nella sua casa di Wood Farm nella tenuta reale di Sandringham, nel Norfolk. Secondo quanto riportato da diverse testate internazionali, il fermo è avvenuto su sospetto di “misconduct in public office” (condotta illecita/abuso connesso a un incarico pubblico) ed è legato a allegazioni riferite al periodo in cui era inviato commerciale del Regno Unito. Al momento, però, è essenziale dirlo con chiarezza: non risulta incriminato e dopo la permanenza in custodia è stato rilasciato sotto indagine (released under investigation).

Nel materiale circolato in queste ore ricompare inevitabilmente anche il capitolo Epstein: l’ex principe è stato per anni associato, sul piano mediatico e giudiziario, al caso del finanziere Jeffrey Epstein (deceduto nel 2019) e ha sempre respinto ogni addebito personale. È proprio la presenza di nuovi documenti e nuove piste investigative, secondo quanto riportato dalla stampa, ad aver riacceso l’attenzione attorno alla sua figura e a quel perimetro di relazioni. In alcune ricostruzioni giornalistiche vengono inoltre citate accuse ulteriori legate allo sfruttamento sessuale e al traffico di esseri umani; anche qui la cautela è d’obbligo: si parla di allegazioni e non di condanne, e la vicenda resta in evoluzione.

Dagli Epstein Files

L’irrisolto caso di Alisa Dmitrijeva

Alla luce di queste nuove notizie, possiamo osservare con uno sguardo diverso il caso di Alisa Dmitrijeva, diciassettenne di origine lettone ma residente a Wisbech, vicino Cambridge, il cui corpo fu ritrovato il 1 gennaio 2012 nella tenuta di Sandringham. La ragazza era scomparsa nell’agosto 2011 ed era stata vista per l’ultima volta a King’s Lynn, a circa 15 chilometri dalla residenza reale, alle 00:15 del 31 agosto. Secondo i testimoni, si sarebbe trovata con due uomini a bordo di una Lexus verde, un’automobile di lusso che non sono in molti a potersi permettere.

Il cadavere, ritrovato da un dog-sitter, era parzialmente vestito e in stato avanzato di decomposizione, tanto da rendere difficile l’identificazione mediante DNA. Fin da subito, il caso fu trattato dalla polizia locale come un omicidio, visto che era “altamente improbabile” che la morte fosse dovuta a cause naturali. Dopo anni di ricerche vane, nel 2014 il caso venne trasferito al medico legale ed è tutt’oggi irrisolto, senza che però ci siano ricerche attive per nuove informazioni. All’epoca delle indagini vennero interrogati due uomini, ma entrambi furono rilasciati senza accuse.

Secondo il Daily Mail, Alisa era selvaggia e dipendente della droga, oltre a essere nel giro della mafia baltica. Fatto sta che quando il corpo è stato ritrovato non sono state rinvenute tracce di sostanze stupefacenti. Stando alla testimonianza del detective Jeremy Pitt, la versione dei due uomini interrogati e poi rilasciati non sarebbe attendibile, viste le incongruenze con i filmati di sorveglianza e soprattutto, visto che nel bagagliaio della già nominata Lexus sarebbero state trovate fibre del reggiseno e dei capelli di Alisa. Nonostante questo, i due non furono mai incriminati.

Il collegamento con gli Epstein files

Ad oggi, tutta questa storia può essere analizzata nel quadro più ampio degli Epstein files e del coinvolgimento dell’ex principe. Qui però bisogna essere netti: non esistono, allo stato pubblico delle informazioni, prove verificabili che colleghino il caso Alisa Dmitrijeva alle indagini che hanno portato al fermo del 19 febbraio. Non è detto che le due vicende siano relazionabili tra loro se non per una questione geografica e temporale, ma questo non esclude che le indagini in passato possano essere state ostacolate per nascondere qualcosa di più grande che altrimenti sarebbe potuto emergere.

Ciò che affiora chiaramente da questa vicenda è che molti dei casi che in passato non hanno trovato una soluzione per le motivazioni più disparate hanno adesso la possibilità di essere tirati fuori dall’archivio e rianalizzati, con l’obiettivo di fare giustizia per molte di quelle vittime che nel corso degli anni non ne hanno avuta.

Nota di metodo: in questa ricostruzione vengono riportati fatti e passaggi così come emersi da fonti giornalistiche e da comunicazioni pubbliche disponibili; dove non ci sono atti o conferme ufficiali, si parla di sospetti, ipotesi e allegazioni, evitando conclusioni non supportate.