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mappa Africamappa Africa ricchi prossimi decenni

Venerdì 4 settembre 2026, l’ONU ha votato ufficialmente per abbandonare la vecchia proiezione di Mercatore del XVI a favore del modello più recente e accurato di Equal Earth del 2018. La votazione, promossa del Togo, a nome dell’Unione Africana riguardava le dimensioni dell’Africa alterate nel precedente modello, il quale ha contribuito a “effetti duraturi a livello cognitivo, educativo, culturale, geopolitico e socioeconomico, contribuendo a una drastica riduzione delle dimensioni percepite dell’Africa e di altre regioni del mondo nell’immaginario collettivo globale”.

Nella suddetta votazione, 164 Paesi si sono mostrati a favore della proposta, sei astensioni e un solo Paese, gli Stati Uniti, ha votato contro la proposta, perché ritenuta “superflua”.

Quella di Mercatore non è altro se non l’ennesima dimostrazione di quello che viene definito ‘colonialismo cartografico’. Per anni i cartografi hanno, volenti o nolenti, contribuito alla diffusione delle dinamiche di potere di stampo occidentalista, demonizzando il sud del globo come qualcosa di “superfluo”, conquistabile, marginale. Ciò ha rafforzato una visione sicuramente Europa-centrica, rafforzando il concetto di supremazia occidentale e minimizzando la presenza fisica, politica e culturale del sud del mondo.

A questo proposito basti pensare alla Toponymic Erasure, ovvero la cancellazione sistematica di nomi indigeni topografici di fiumi, monti o laghi, a favore di una nomenclatura occidentale. In India e Africa Intere città cambiarono nome per riflettere l’amministrazione coloniale (es. Salisbury per l’odierna Harare in Zimbabwe; Bombay per Mumbai).

Dice il rappresentante del Togo Robert Dussey: “Non si tratta di una discussione politica o culturale, ma scientifica”. Le prove infatti sono presenti, le dimensioni provate e verificate.

La petizione comincia con una petizione su Change.org dal titolo #CorrectTheMap, che ha raccolto 11.000 firme prima di ricevere il sostegno dell’Unione Africana nel 2025, con il Togo che si è posto come promotore ufficiale della proposta.

La differenza tra modello Mercatore e quello di Equal Earth

Il modello Mercatore si riferisce ad un modello elaborato nel 1569, per aiutare i marinai ad orientarsi. È una proiezione cilindrica che conserva gli angoli e le forme locali, trasformando le rotte a bussola costante (lossodromie) in linee rette. Questo però ha portato ad un inevitabile problema di proporzioni. Man mano che si si allontana dall’Equatore le forme si dilatano in modo sproporzionato. Con questo modello difatti Africa e Groenlandia assumono quasi la stessa dimensione, quando l’Africa risulta di fatto essere 14 volte più grande della Groenlandia.

La proiezione adottata invece, quella di Equal Earth del 2018, nasce grazie al lavoro dei cartografi Bojan Šavrič, Tom Patterson e Bernhard Jenny, ed è una proiezione pseudocilindrica equivalente. Questo permette di conservare le reali dimensioni in scala, mantenendo al contempo forme piacevoli e riconoscibili. In questo modo Africa, Sud America e Sud-Est asiatico, riacquistano le loro reali dimensioni rispetto al resto del globo.

Uno dei critici più arguti di Mercatore, che si pone in qualche modo come modello intermedio tra le due proposte è Arno Peters, che nel 1973 fu promotore del modello Gall-Peters, Proiezione cilindrica equivalente nata per preservare le reali proporzioni tra le superfici terrestri. Per fare ciò però le forme dei Continenti risultano deformate, come allungate e verticali, creando un forse dimensionalmente corretto, ma totalmente antiestetico.

La differenza tra il modello Mercatore e il modello di Equal Earth

Le conseguenze di questa rivoluzione (spoiler: cambia poco o nulla)

In sintesi, trattandosi di una risoluzione dell’ONU, il provvedimento non risulta vincolante: nessuno Stato o ente sarà costretto ad adottare la nuova mappa né vedrà proibito l’uso di quella tradizionale. Nonostante ciò, la portata simbolica e politica del voto farà sentire i suoi effetti. Dal momento che il modello di Mercatore è storicamente radicato nei manuali scolastici, nei software e nella burocrazia, ci si attende una progressiva revisione dei programmi didattici e un aggiornamento delle piattaforme tecnologiche di uso quotidiano.

Jean-Noël Barrot durante un discorso all’Università della Sorbona di Parigi ha dichiarato che la Francia “abbandonerà la proiezione di Mercatore a favore di rappresentazioni cartografiche più adatte a usi specifici, più fedeli alle superfici reali e in linea con le raccomandazioni di cartografi e scienziati”.

La Francia utilizzerà la proiezione di Eckert IV, molto più vicina a quella di Equal Earth rispetto a quella di Mercatore.

Il governo del Togo ha in programma un evento a Lomé, la capitale, con la partecipazione dell’UNESCO, dell’Unione Africana e di aziende leader nel settore come Google Maps, nel primo trimestre del prossimo anno, per definire le modalità per attuare la risoluzione votata dall’ONU.

Come ha sintetizzato il ministro togolese Robert Dussey davanti all’Assemblea Generale: “Una mappa equa non cambia la geografia del mondo, cambia il modo in cui vediamo il mondo”. Un promemoria del fatto che riconoscere le reali dimensioni del pianeta è il primo passo per trasformare la nostra visione della storia e della politica globale.