È stato ritrovato senza vita il corpo di una giovane alpinista meranese di 56anni.
Si trovava in un sacco a pelo su un prato nei pressi del Giogo di Meltina, sopra Bolzano, ad un’altitudine di 1750 metri.
Non c’è stato nulla da fare quando sono arrivati i soccorsi alpini dell’Avs e della Guardia di Finanza, accompagnati dall‘elisoccorso Aiuto Alpin Dolomites. Il cadavere era stato notato da alcuni escursionisti che avevano trovato la donna morta sotto una larice.
Ancora sconosciuti i motivi del decesso o del perché si trovasse sola in quel luogo.
La montagna come luogo pericoloso: i dati
Un vero e proprio giallo quello che si è presentato davanti agli occhi dei soccorsi del comune del Trentino Alto-Adige. Eppure non è – tristemente – il primo caso di decesso avvenuto in alta quota.
Secondo i dati del Rapporto Annuale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico infatti, nell’ultimo anno le morti hanno superato del 13,5% quelle dell’anno precedente. La montagna non è infatti solo meta amena di vacanze all’insegna del relax o dello sport, ma spesso può risultare un ostacolo pericoloso. I numeri contano un totale di 504 vittime che solo nel 2022 hanno perso la vita nei paesaggi alpine del nostro territorio.
Secondo il team delle 7.000 persone che si occupano di Soccorso Alpino, le principali motivazioni relative alle richieste di aiuto riguardano l’escursionismo (50,2% dei casi), solo il 26,3% per l’incapacità di svolgere una determinata attività, 13,7% per un malore e 3,7% per il maltempo.
10.125 persone soccorse a fronte delle 5.823 ferite solo nel 2022.
“Bisogna vivere la montagna con prudenza, serve documentarsi in maniera approfondita, scegliere con attenzione le attività in base alla propria esperienza e alle proprie competenze, e, soprattutto saper rinunciare se non ci si sente all’altezza” – si esprime così il presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Maurizio Dellantonio. “L’aumento delle temperature in città spinge sempre più persone ad avvicinarsi alla montagna e alle attività in quota magari per la prima volta. Molti degli infortunati si trovano alle prime esperienze di attività outdoor in media e alta montagna”.
È interessante notare come – secondo i dati del team di soccorso – l’identikit della vittima tipo non riguardi giovani sprovveduti che si avventurano in attività borderline ad alto rischio, ma piuttosto uomini e donne di una certa età che probabilmente con una certa esperienza della montagna alle spalle sottovalutano gli incidenti che in questo ambiente sono soliti presentarsi.
Potrebbe essere questo il caso della 56enne ritrovata senza vita nel prato del Giogo di Meltina, nella provincia soprastante a Bolzano, Trentino Alto-Adige. Nonostante gli indizi però, gli inquirenti non riescono ancora a spiegarsi come sia possibile che la donna fosse sola all’interno di un sacco a pelo e sotto un albero di larice. Si aspettano quindi ulteriori indagini.