Splendida storia con lieto fine nell’abruzzese. Pasquale Ritenuto, ragazzo di 33 anni cieco dalla nascita, ha conseguito la laurea in Lettere Moderne con un voto di 103/110 all’Università dell’Aquila. La sua tesi è stata discussa anche in versione Braille, la lingua che i non vedenti utilizzano per leggere. È un grande traguardo per Ritenuto e per la comunità accademica che ha consentito al neodottore di superare brillantemente le difficoltà legate al suo deficit fisico.
La passione per il medioevo e la scelta dell’argomento della tesi
Nella tesi, Ritenuto ha studiato la Sulmona medievale in modo dettagliato e con ricchezza di particolari. Ha spiegato che la storia è stata una passione fin dai tempi della scuola primaria e che gli piace navigare nel medioevo. Da qui la volontà di concentrarsi, durante il suo percorso di ricerca, su un argomento legato a questa epoca. Ha scelto pertanto di conciliare il medioevo e la passione per la propria città natale, Sulmona appunto. Eccellente il lavoro di ricerca del ragazzo, che gli è valso la laurea con votazione di 103/110 e i compimenti dell’intera commissione esaminatrice. Non era affatto scontato un tale risultato in una situazione come quella di Pasquale, di cui ammiriamo la determinazione e la sapienza.
Il lieto fine di un percorso non privo di ostacoli
L’ottenimento della laurea è stato possibile grazie all’aiuto di numerosi sostenitori di Pasquale Ritenuto, tra cui la cooperativa Nuovi Orizzonti Sociali. Quattro anni fa, infatti, Ritenuto aveva rischiato di interrompere gli studi a causa dell’incertezza dei fondi comunali necessari per comprare i testi di studio in braille. Fortunatamente, il problema fu risolto e i suoi studi poterono continuare.
Questo risultato non è solo un grande successo personale per Ritenuto, ma è anche un investimento per il futuro. La cooperativa Nuovi Orizzonti Sociali e altre organizzazioni del terzo settore sono in grado di fare la differenza per migliorare le condizioni di vita di categorie poco fortunate. Tuttavia, sarebbe auspicabile se anche lo stato fosse più presente per i giovani durante il loro percorso di studio. Sappiamo bene quanto sia importante investire sul sostegno all’istruzione e, in particolare, su quella universitaria, visti i dati non incoraggianti sul tasso di laureati nel nostro paese. Bisogna iniziare a porre rimedio a problemi come questo e quello dei cervelli in fuga se si vuole rilanciare il paese.