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ORA ATTUALE

L’ex presidente brasiliano Fernando Affonso Collor de Mello è stato condannato dalla Corte Suprema del paese a 8 anni e 10 mesi di carcere. I capi d’accusa sono di corruzione passiva e riciclaggio di denaro. Si sono verificati nell’ambito dell’inchiesta nota come Lava Jato, avviata nel 2014 e che riguardava un sistema di tangenti all’interno dell’azienda petrolifera statale Petrobras. Questa è solo l’ultima vicenda legale che coinvolge numerosi presidenti del più grande stato sudamericano. L’inchiesta ha coinvolto diversi importanti politici, tra cui l’attuale presidente Lula, che è stato prima condannato e poi prosciolto. Sia Lula che Bolsonaro, i presidenti più recenti, non sono stati risparmiati da inchieste giudiziarie di vario tipo.

Le pesanti accuse a Collor de Mello

Tornando alla situazione di Collor de Mello, l’accusa sosteneva che avesse ricevuto 20 milioni di reais (3,7 milioni di euro) tra il 2010 e il 2014, quando era senatore. Non sarà arrestato immediatamente, in quanto ha ancora la possibilità di presentare un ricorso in appello. L’ex presidente, in carica dal 1990 al 1992, è stato condannato in un’inchiesta che viene considerata un po’ la “Mani Pulite” verdeoro. Collor de Mello non è però l’unico presidente brasiliano con problemi legali. Ecco un breve riassunto su quelli dei più recenti presidenti verdeoro, ossia Lula e Bolsonaro:

Lula

Luiz Inácio Lula da Silva, meglio conosciuto come Lula, ha trascorso un anno e mezzo in prigione tra il 2018 e il 2019, per un totale di 580 giorni. Questa condanna gli ha impedito di candidarsi alle elezioni di quattro anni fa, compromettendo così la sua partecipazione al processo elettorale. Tuttavia, le condanne sono state successivamente annullate per motivi di carattere tecnico, su decisione della Corte Suprema nel 2021. Questa pronuncia ha ripristinato i diritti politici di Lula, consentendogli di riprendere la sua attività politica. Da allora, l’ex presidente di sinistra ha lavorato attivamente per riabilitare il suo nome e riconquistare la fiducia del popolo. Per farlo, ha cercato di ottenere il sostegno di gruppi influenti, tra cui quello religioso, che gioca un ruolo significativo nel panorama politico del Paese. Inoltre, ha intrapreso alleanze politiche insolite, come quella con l’ex avversario conservatore Geraldo Alckmin.

Bolsonaro

L’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro si trova ad affrontare una serie di gravi accuse che potrebbero condurlo in prigione. La Corte Suprema sta conducendo ben cinque indagini su di lui, di cui quattro riguardano presunti reati commessi durante il suo mandato presidenziale dal 2019 al 2022. La quinta indagine, invece, verte sulle accuse di istigazione a una rivolta, quando i suoi sostenitori hanno invaso il palazzo presidenziale, il Congresso e la Corte Suprema il 8 gennaio, protestando contro la sua sconfitta elettorale.

La prima indagine è stata avviata nel 2020, quando l’ex ministro della giustizia di Bolsonaro, Sergio Moro, ha accusato il presidente di interferire nelle indagini condotte dalla polizia federale al fine di proteggere i suoi familiari da accuse di corruzione. Bolsonaro è inoltre sotto indagine per due casi di diffusione di disinformazione: uno riguardante la gestione del Covid-19 e l’altro in relazione al sistema elettorale brasiliano.

L’ultima indagine condotta dalla Corte Suprema si concentra sulla divulgazione di informazioni classificate riguardanti un’indagine della polizia su un attacco informatico all’autorità elettorale brasiliana. Da sottolineare che, in quanto presidente in carica, Bolsonaro poteva essere processato solo dalla Corte Suprema. Tuttavia, ora che ha perso l’immunità presidenziale, numerosi casi pendenti potrebbero essere trasferiti ai tribunali inferiori. Tra le accuse che potrebbero essere affrontate in tali tribunali si annoverano quelle relative al presunto tentativo di importare illegalmente e trattenere gioielli dal valore di milioni di dollari, che gli sarebbero stati regalati insieme alla moglie da parte dell’Arabia Saudita.