Un satellite adibito allo studio del vento, che porta il nome di Aeolus, sta precipitando verso la Terra; l’Agenzia Spaziale Europea tenterà manovre senza precedenti per deviarlo verso il mare aperto. Quali sono i rischi e quando dovrebbe verificarsi l’impatto?
Cos’è Aeolus?
Il satellite europeo Aeolus è in caduta verso la Terra, e c’è un remoto rischio che alcuni dei suoi detriti possano colpire la superficie, provocando danni, o feriti. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per scongiurare questo pericolo attuerà una serie di manovre senza precedenti per deviare il satellite verso il mare aperto, e quindi il più distante possibile dalla terraferma. Ovvero, ingegneri e tecnici, proveranno a eseguire il rientro controllato di un veicolo originariamente concepito per rientrare senza l’intervento umano. Se l’operazione avrà successo potrebbe fare scuola per tutti i satelliti progettati così, nel caso in cui qualcosa andasse storto.
Aelous, il cui nome completo è Atmospheric Dynamics Mission (ADM) Aeolus, è stato lanciato con successo nell’agosto del 2018 e ha avuto una vita operativa più lunga di quella inizialmente prevista. Il satellite è stato progettato per lo studio dei venti sulla Terra, come suggerisce lo stesso nome. Grazie soprattutto al suo strumento ALADIN (Atmospheric Laser Doppler Instrument) era in grado di misurare a velocità dei venti, fornendo informazioni dettagliate dal punto di vista meteorologico: grazie a lui, le previsioni meteo sono migliorate sensibilmente. Lo strumento, è stato infine spento, a causa dell’incombente esaurimento del carburante.
Il pericolo dell’atterraggio
Aeolus tuttavia, si basa su un progetto degli anni ’90 e non prevedeva il rientro controllato sulla Terra; adesso, invece, c’è un regolamento internazionale che impone queste manovre di sicurezza. Non si può infatti escludere a priori che la caduta di questi oggetti possa creare incidenti, ad esempio in un ambiente urbano. Recentemente, i detriti di un razzo cinese caddero, nel 2020, su un villaggio della Costa d’Avorio, ma i dati sui danni a cose e persone non furono mai ufficialmente divulgati (all’epoca il mondo intero era anche alle prese col Covid).
L’ESA ha sottolineato che Aeolus sta accelerando verso il pianeta, ma al momento non c’è ancora una data precisa per il rientro, anche perché la velocità può essere influenzata dall’attività solare. Se la serie di manovre che verrà tentata per il recupero avrà successo, al momento si stima un rientro per la fine di luglio o l’inizio di agosto. Le previsioni lasciano intendere che il satellite si disintegri quasi totalmente durante la fase di caduta, ma alcuni dei detriti potrebbero sopravvivere e rappresentare un pericolo.
Quando Aeolus raggiungerà i 280 chilometri di altezza verranno impartiti dei comandi che nel giro di sei giorni dovrebbero inserirlo nella traiettoria desiderata: il satellite sarà fatto scendere prima a 250 chilometri e poi a 150 chilometri; a questo punto si farà precipitare il veicolo spaziale esattamente dove non nuocerà a nessuno. “I nostri team di ingegneri ed esperti in detriti, dinamiche di volo e sistemi di terra, hanno progettato una serie di manovre e operazioni per assistere Aeolus e tentare di rendere il suo rientro ancora più sicuro di quanto non fosse originariamente progettato”, ha dichiarato la dottoressa Isabel Rojo, responsabile del volo di Aeolus. Non resta che sperare che l’operazione vada per il verso giusto.