Barbie: qual è la vera storia della bambola più popolare al mondo?

Molto di più di un semplice giocattolo, Barbie è il simbolo di un’epoca. È la bambola per eccellenza, la più famosa, in grado di attraversare generazioni e tendenze diverse, senza mai stancare. Capelli biondi, make-up impeccabile, abiti alla moda, Barbie ha saputo leggere le epoche ed evolversi diventando anche simbolo di inclusività. Ma qual è la storia di questa vera e propria icona?

La storia di Lilli, antenata” di Barbie

Barbie ha rivoluzionato il mercato dei giocattoli. Fino alla fine degli anni ’50 infatti, le bambole erano tutte bambine, e le loro fattezze permettevano alle vere infanti di iniziare a prepararsi al ruolo di madre. Tuttavia, esisteva un’eccezione.

La Barbie delle origini infatti, non aveva il sorriso pulito della ragazza della porta accanto. E non era neanche una bambola. Era un’irriverente bionda dalla bocca a cuore e le sopracciglia arcuate (secondo qualcuno si trattava addirittura di una prostituta d’alto bordo) che si chiamava Lilli ed era nata insieme al più controverso giornale tedesco, la Bild. A Berlino, a ridosso della frontiera che divideva Ovest ed Est, nel 1952 stava nascendo il più popolare tabloid europeo. Quando mancavano poche ore al lancio però, in redazione si accorsero che c’era un buco a pagina due. E chiesero al vignettista Reinhard Beuthien di riempirlo con una striscia.

Beuthien si inventò una bionda irriverente e chic che annichiliva gli uomini con battute salaci. E la striscia fu un tale successo che tre anni dopo nacque la bambola Lilli, rigorosamente per soli uomini, venduta nelle tabaccherie. La bambola Lilli diventa un successo travolgente, e viene prodotta in serie: Lilli tennista, Lilli al mare, Lilli in Vespa. Costa 12 marchi e conquista le famiglie tedesche: viene venduta 130mila volte. Ha lo stesso sguardo irriverente, i capelli biondi raccolti nella coda, e la stessa bocca del suo modello su carta.

La nascita di Barbie

Ma come si intreccia questa storia, a quella della bambola più famosa al mondo? Nel 1956, durante una vacanza in Europa con sua figlia Barbara, Ruth Handler, cofondatrice del colosso americano dei giocattoli Mattel (fondata insieme al marito Elliot Handler e Harold Matson) scopre una bambola Lilli in una vetrina di Lucerna. È un colpo di fulmine. “Eravamo totalmente ipnotizzate, non riuscivamo più a staccarci da quel negozio”, ricordò poi nelle sue memorie. Handler aveva pensato già anni prima a una bambola che somigliasse a un’indossatrice, ma inizialmente, l’altro cofondatore della Mattel, Matson, aveva bocciato il progetto perché troppo costoso. Ruth era colpita dal fatto che sua figlia Barbara preferisse giocare con immagini di attrici ritagliate da riviste, piuttosto che con le classiche bambole, e cominciò ad immaginare una bambola con il corpo di una donna adulta, con cui le bambine avrebbero potuto giocare a “fare le grandi”. E infine fu proprio Lilli che ispirò definitivamente Ruth.

Nel 1959, alla fiera del giocattolo di New York, fu infine presentato il primo esemplare di Barbie Millicent Roberts, questo il nome completo della bambola, in onore della figlia di Handler, Barbara appunto. Una ragazza bionda, con la vita sottile e due gambe lunghissime, con tanto di make-up ispirato al famoso scatto di Erwin Blumenfeld. I venditori reagirono con scetticismo, così i coniugi Mattel scavalcarono gli intermediari rivolgendosi direttamente al mercato a cui era destinata: i bambini. La bambola approdò in televisione, protagonista di uno spot trasmesso all’interno di The Mickey Mouse Club. Il successo fu immediato: Barbie vendette oltre 350mila esemplari in meno di un anno, e il resto è storia.