Cos’è la psicosi acuta transitoria, di cui soffre anche Carlos Corona? | Una breve immersione nel mondo dell’irrazionale

Nel vasto panorama dei disturbi mentali, la psicosi acuta transitoria emerge come un qualcosa di complesso ma allo stesso tempo affascinante. Caratterizzata da episodi brevi ma intensi di perdita di contatto con la realtà, questa condizione offre uno sguardo unico sulle profondità della mente umana.

Non è una patologia così rara e a soffrirne è anche Carlos Corona, 21 anni, figlio di Fabrizio Corona e Nina Moric.

Ma di cosa si tratta?

A spiegarcelo è dottor Giuliano Albergo, responsabile del Servizio di Psichiatria della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma.

“Per spiegare in che cosa consiste la psicosi acuta transitoria è fondamentale capire che cos’è una psicosi. Con questo termine si intende una sorta di interruzione della capacità di situarsi e sintonizzarsi con il mondo, dunque di riconoscerlo e, di riflesso, riconoscere gli altri e se stessi. Così, si incrina il rapporto con la realtà e si sviluppano deliri, cioè convinzioni che, per quanto errate, sono incrollabili. Può accadere quindi di considerare gli altri ostili in modo acritico e infondato. Per il paziente questa è un’evidenza, confermata da allucinazioni, quasi sempre uditive. La psicosi acuta transitoria è un disturbo psicotico di breve durata, cioè inferiore al mese. Se permane per più di 6 mesi si ha invece di fronte un quadro di schizofrenia”.

C’è ancora tante strada da fare ma la ricerca continua a progredire

Le cause esatte della psicosi acuta transitoria rimangono ancora sconosciute. Tuttavia, diversi fattori possono contribuire allo sviluppo di questo disturbo, tra cui lo stress estremo, il lutto, traumi psicologici, disturbi del sonno, uso di sostanze psicoattive e alcune condizioni mediche.

Abergo infatti afferma: ” Per quanto le cause non siano ancora chiare, sicuramente esiste una predisposizione genetica nei confronti di questo disturbo. Perché compaia, però, c’è bisogno di un fattore scatenante. In pratica, è come se la genetica caricasse il fucile, ma è l’ambiente a premere il grilletto. Sono diversi i vissuti che possono agire come fattori scatenanti: da traumi a lutti fino all’interruzione di una relazione sentimentale. In assenza di un evento scatenante, però, anche chi è predisposto geneticamente non sviluppa la psicosi acuta transitoria. La diagnosi di questa malattia è clinica e tiene conto non solo della presenza di determinati sintomi, ma anche della loro durata e intensità. Lo psichiatra fa compilare al paziente test psicometrici, ma per arrivare alla diagnosi si basa inoltre sull’osservazione e su ciò che gli viene riferito da chi vive a stretto contatto con il malato”.

Psicosi acuta transitoria, esiste una cura?

“In fase acuta è fondamentale stabilizzare il paziente con l’aiuto di farmaci antipsicotici, abbinandovi la psicoterapia o la riabilitazione psichiatrica. Tali farmaci riequilibrano i circuiti cerebrali coinvolti nel disturbo, in particolare quelli della dopamina. La terapia farmacologica non va interrotta dopo il miglioramento dei sintomi, ma va portata avanti per un periodo stabilito dallo psichiatra anche dopo che la situazione torna alla normalità, a volte a tempo indeterminato. La cura va bilanciata in base alle caratteristiche del paziente e alle circostanze ambientali”.

La comunità scientifica sostiene inoltre che, per quanto il trattamento professionale sia necessario, può essere fondamentale coinvolgere una rete di supporto più ampia, come familiari e amici, per fornire sostegno emotivo e pratico durante questo periodo difficile.

La maggior parte delle persone che sperimentano una psicosi transitoria acuta tende a riprendersi completamente e a tornare a uno stato di funzionamento normale. Tuttavia, è importante cercare tempestivamente un trattamento adeguato per controllare i sintomi e prevenire la ricorrenza.

Questa patologia rappresenta una sfida complessa non solo per coloro che ne sono colpiti ma anche per gli stessi operatori sanitari che cercano di comprendere e trattare questa condizione, per lo più sconosciuta. È dunque fondamentale continuare la ricerca scientifica per approfondirne la comprensione e sviluppare strategie di trattamento sempre più efficaci. Nel frattempo, l’empatia, la comprensione e il sostegno della comunità sono essenziali per coloro che affrontano la psicosi acuta transitoria, offrendo un faro di speranza in mezzo alle tenebre della confusione mentale.