ZeroCalcare, lezione di giornalismo: come sono state travisate le sue parole su un nuovo ventennio

Il fumettista Zerocalcare afferma che quotidiani come Repubblica e Il Secolo hanno travisato le sue dichiarazioni sulle scorse elezioni.

Zerocalcare aveva risposto ad alcune domande di Maurizio Molinari, e prontamente le sue parole sono state alterate, facendole sembrare dichiarazioni anti centrodestra.

L’intervista di Maurizio Molinari

In un’intervista per il quotidiano di Maurizio Molinari, Michele Rech, alias Zerocalcare, ha fatto dichiarazioni senza dubbio non leggere rispetto alle scorse elezioni e alla vittoria del centrodestra. Il problema è sorto però quando le sue parole sono state riportate da altri quotidiani, in particolar modo da Repubblica, travisate.

Le dichiarazioni di Zerocalcare, poi riportate dallo stesso fumettista affermano quanto segue: “Non non penso che ritorna il fascismo. I riferimenti economici restano sempre quelli neoliberalisti e il posizionamento internazionale rimane atlantista. Penso che delle differenze ci possono stare sul piano della società, dei diritti, in senso autoritario. Ma non penso che ora per vent’anni non ci saranno più elezioni”.

L’opinione del fumettista è chiaramente anti-centro destra, ma certamente non sta accusando il partito di Giorgia Meloni di essere fascista, né sta ammettendo che quello che seguirà le elezioni sarà una dittatura neofascista. L’articolo di Repubblica fa però intendere proprio questo.

I virgolettati di Repubblica

Lo scopo di Repubblica era quello di far apparire Zerocalcare come oppositore del nuovo governo. I virgolettati inseriti dal quotidiano nel suo articolo riportano: “Si è drammatico. Però, insomma, spero che in Italia ci siano di nuovo delle elezioni, almeno entro i prossimi vent’anni.”

Queste dichiarazioni attribuite da Repubblica a Zerocalcare fanno intendere che il fumettista tema un ritorno del fascismo ora che il partito di Giorgia Meloni ha vinto le elezioni. Dal chiarimento di Michele Rech invece si evince solamente un sentimento liberale che non è in accordo con il posizionamento politico del centrodestra, ma certamente non ci sono accuse di fascismo.

Il problema che Zerocalcare ha voluto denunciare è proprio la tendenza dei quotidiani a voler travisare le parole e le dichiarazioni degli intervistati per creare interesse e clickbait: una tendenza che potrebbe anche diventare pericolosa. Inserire dichiarazioni modificate solo per suscitare sconcerto e indurre il lettore ad aprire l’articolo, potrebbe da un lato diventare diffamazione, e dall’altro essere considerato non etico.

Resta da vedere se ci saranno delle scuse da parte del quotidiano, o se si limiterà ad ignorare l’accaduto e lasciare al governo Meloni l’appellativo di fascista datogli dal fumettista Zerocalcare.