Ritrovato il corpo di Yana Malayko | Chi era la giovane 23enne uccisa e fatta sparire dall’ex fidanzato?

È stato ritrovato alle 15:15 di mercoledì 1 febbraio il cadavere di Yana Malayko, ragazza ucraina di 23anni che era scomparsa nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 gennaio. Barista di professione, la giovane viveva a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, ma il suo corpo è stato abbandonato in un campo sperduto nei pressi di Lonato.

L’ultimo contatto è stato con l’ex fidanzato, Dumitru Stratan, moldavo, verso il quale si sono immediatamente rivolti i sospetti degli investigatori. Al momento infatti l’uomo si trova nel carcere di Mantova con l’accusa di omicidio premeditato aggravato e occultamento di cadavere.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’ex coppia si sarebbe data appuntamento nell’appartamento della ragazza – in condivisione però con la sorella di Dumitru – dopo gli insistenti messaggi dell’uomo che desiderava incontrarla. Qui sarebbe avvenuto il tragico omicidio, successivamente occultato per mezzo di un sacco nero nel quale il corpo della giovane sarebbe stato inserito per poi essere trasportato fino al confine tra Mantova e Brescia.

Yana, altra vittima di un femminicidio insaziabile

Yana aveva conosciuto Dumitru sull’app di incontri Tinder. Lei viveva con la nonna a Romano di Lombardia, nella Bergamasca, e lui in una frazione di Mantova insieme alla sorella Cristina.
Dopo poco i due avrebbero deciso di andare a convivere in un appartamento concessogli dalla madre di Dima – soprannome del ragazzo – in via Gnutti, a Castiglione delle Stiviere.

La stessa Cristina, a seguito della conoscenza con la giovane, aveva deciso di assumerla nel suo bar in piazzale della Resistenza, a Castiglione, e di accoglierla come coinquilina al termine della relazione col fratello. Una ragazza educata, grande lavoratrice che raramente saltava un giorno di lavoro all’Event Coffee situato proprio sotto l’appartamento in condivisione.

Ed è questo dettaglio che ha permesso a Cristina di stupirsi e constatare che ci fosse qualcosa di strano in quell’improvvisa sparizione di Yana. Perchè la rottura con Dimu aveva sicuramente inciso nell’umore della giovane barista, ma non a tal punto da trasformarla in un’altra persona.

“Ciao Cri, vado via per un po‘” – il primo messaggio recapitato alla ragazza alle 5.46 della mattina di venerdì 20 gennaio. “Devo staccare la testa da tutto per ciò non ci sono. Grazie ma non ce la faccio”.

Ma solo successivamente si scoprirà che in realtà quei messaggi non furono scritti dalla 23enne. Poco più di mezz’ora prima di quell’orario infatti la telecamera nell’androne del condominio aveva ripreso Dumitru Stratan trascinare un voluminoso sacco al di fuori dell’edificio, uscendo, guardingo, dalla porta posteriore in direzione del parcheggio.

Sarà lo stesso moldavo a confessare l’omicidio. Prima alla sorella, in un incontro da lui richiesto nella casa di Castiglione, e poi ad un amico. Nonostante ciò, anche davanti all’evidenza del fatto, Dumitru Stratan deciderà di non rivelare mai nulla al pm Lucia Lombardo e agli inquirenti incaricati del caso. “L’ho ammazzata come lei ha ammazzato me” rivela l’uomo nel colloquio con la sorella.

Yana però non c’è più. Il suo corpo è stato ritrovato in un campo in una zona al confine tra Mantova e Lonato. E mentre il 33enne moldavo viene detenuto in carcere dove sconterà la sua pena, un’altra vittima si aggiunge al conteggio dei femminicidi avvenuti in Italia.

125 solo nell’ultimo anno (agosto 2021-luglio 2022) , di cui 68 per mano di partner o ex.
E le stime sono in crescita.