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irredentismo

Per terre irredente si intendono alcuni territori o popolazioni non ancora riunite alla madrepatria e dunque soggette a dominio straniero. In relazione a tali luoghi dunque si è verificato nel corso della storia un fenomeno denominato irredentismo secondo il quale il movimento nazionale avrebbe lo scopo di ricongiungere i territori alla madrepatria.

Il termine ha per la prima volta fatto la sua comparsa nella storia del linguaggio politico a seguito della prima guerra mondiale, dunque nella seconda metà del XIX secolo. Questo poiché in relazione alla spartizione delle terre alle nazioni vincitrici della guerra, numerose lamentele sono state sollevate a causa di una ri-assegnazione aleatoria e non ragionata.

A tal proposito è stata creata Dal Pew Research Centre una mappa che consentisse una visione immediata e chiara dello spirito irredentista dei vari paesi nel mondo.
Qui di seguito ve la proponiamo:

Irridentismi

Da questa si può notare come alcune nazioni sentano maggiormente la questione – vedasi Ungheria (67%), Grecia (60%), Turchia (58%), Russia (53%) – mentre altri storicamente significativi – quali Italia, UK, Norvegia – costituiscano solo una stretta minoranza. Questo poiché vi sono chiaramente ancora alcune questioni irrisolte, quali ad esempio le spartizioni/rivendicazioni dei territori della penisola balcanica, che ancora oggi coinvolgono i paesi sopracitati.

Ma vediamo nel corso della storia quali sono stati i casi di terre irredente più famosi a livello globale.

Il caso italiano

Il primo caso di irredentismo che si può portare alla memoria è quello italiano dell’immediato post-guerra, quando alcuni territori vennero separati dall’amministrazione italiana per essere lasciati alle potenze vincitrici a seguito della firma del Patto di Londra del 26 aprile 1915.
Trentino, Friuli orientale, Trieste e l’Istria, la Dalmazia e la città di Fiume, ovvero tutte le regioni al confine tra Regno d’Italia e impero austro-ungarico.
Ma l’Italia non è l’unico esempio.

Il caso norvegese

In Norvegia infatti vi è un movimento irredentista in merito ad una possibile riappropriazione delle terre perdute a seguito della caduta dell’Unione Danimarca-Norveglia. Con il trattato di Kalmar infatti (1814) molti territori norvegesi sono stati trasferiti dalla Danimarca alla Svezia, mentre Islanda, Groenlandia e Fær Øer sono rimasti sotto il governo danese.

Il caso israeliano-palestinese

Sicuramente una delle dispute più conosciute del nostro secolo, l’affare riguardante le terre in Palestina nasce con la fondazione nel 1948 dello Stato di Israele da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Quando gli inglesi lasciarono la Palestina infatti ci fu la prima guerra arabo-israeliana nella quale Gerusalemme, Striscia di Gaza (nel 2005 tornata tra i territori palestinesi con un ritiro unilaterale) e il confine della Cisgiordania vennero strappate agli arabi.

Il caso cinese

Il caso cinese è un esempio molto particolare del movimento più ampio dell’irredentismo. In questo caso infatti vi è un vero e proprio articolo della Costituzione della Repubblica di Cina (Taiwan) che cita: “Il territorio della Repubblica di Cina con riferimento ai suoi attuali confini nazionali non può essere alterato se non con risoluzione dell’Assemblea Nazionale”.
Questo articolo 4 venne creato a seguito della volontà da parte del paese di annettere zone quali Mongolia, Repubblica di Tuva, Birmania e alcuni stati confinari all’interno del proprio territorio.

Il caso russo

L’irredentismo russo ha origini molto più profonde nella storia, ma si è diffuso principalmente negli ultimi anni con la presidenza di Vladimir Putin. Il leader sovietico infatti ha da sempre espresso la sua volontà di rivendicazione dei territori appartenenti all’ex Unione Sovietica/comunità degli stati indipendenti. Con gli accadimenti attuali si può infatti constatare come il piano di riappropriazione sia stato messo in atto già all’inizio del 2022, con l’invasione dell’Ucraina come apice esplicativo.
Le mire espansionistiche della Russia riguardano territori come Donbass, le Repubbliche popolari di Doneck e Lugansk.