Vittorio Agnoletto torna a parlare del G8 di Genova, partendo dalla memoria per analizzare cosa ne è stato di quel mondo che era “possibile”.
È uscito il 7 luglio, per tab edizioni, Il G8 di Genova. Ieri, oggi, domani, il nuovo libro-intervista di Vittorio Agnoletto realizzato insieme a Mario Scagnetti. A venticinque anni dai fatti del luglio 2001, l’allora portavoce del Genoa Social Forum torna a riflettere non solo su ciò che accadde durante il G8 di Genova, ma anche su ciò che è rimasto di quel mondo che il movimento altermondialista definiva “possibile”.
All’epoca dei fatti, Agnoletto era uno dei principali esponenti del movimento, convinto che fosse possibile costruire un’alternativa più sostenibile ed equa al sistema economico neoliberista.
Nel volume vengono ripercorsi gli eventi che portarono al G8 di Genova e quelli che segnarono profondamente quei giorni: dalle manifestazioni alle cariche di Piazza Alimonda, dall’uccisione di Carlo Giuliani fino alle violenze alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto, episodi che Amnesty International definì “la più grave sospensione dei diritti democratici in Occidente dal dopoguerra”.
Il racconto, però, non si limita alla ricostruzione storica. La memoria diventa il punto di partenza per interrogarsi su cosa sia rimasto delle idee che animavano quel movimento e sul rapporto tra partecipazione, democrazia e potere nella società contemporanea.
Un taglio generazionale
La riflessione si sposta inevitabilmente anche sul piano generazionale. Secondo Agnoletto, le generazioni che hanno vissuto quella stagione hanno una responsabilità nei confronti dei più giovani: sostenerli in un percorso di cambiamento che, se nel 2001 appariva semplicemente possibile, oggi è diventato necessario e urgente.
La repressione di quei giorni ha lasciato in eredità una diffusa criminalizzazione del dissenso, una ferita che, secondo l’autore, può essere superata soltanto tornando a costruire una prospettiva collettiva fondata sulla partecipazione e sulla cooperazione.
I temi che erano al centro del movimento altermondialista conservano ancora oggi una forte attualità. Molte delle questioni sollevate allora sono diventate negli anni elementi centrali del dibattito pubblico, rendendo ancora più evidente quanto quelle battaglie meritino di essere riprese e approfondite.
A venticinque anni di distanza, Agnoletto riflette così sull’eredità del G8 di Genova e su come quei fatti abbiano influenzato la società contemporanea. L’obiettivo è evitare che Genova resti soltanto un monito della storia recente, trasformandola invece in un punto di partenza per le nuove generazioni, affinché quanto accaduto continui a interrogare il presente e il futuro.
Le prossime presentazioni
14 luglio, ore 18 | Arci, Milano: dialogo con Enrico Zucca e Lorenza Ghidini.
9 luglio, ore 18 | Music for Peace, Genova: Vittorio Agnoletto dialogherà con Enrico Zucca e Monica Di Sisto. Modera Antonio Bruno.
13 luglio, ore 21:15 | Circolo Gagarin, Busto Arsizio: dialogo con Andrea Cegna, modera Francesco Tosi.