Ci ha lasciati alla veneranda età di 84 anni un grande giornalista italiano rinomato in tuto il mondo.
Nato a Torino il 17 maggio 1938, Gianni Minà ha iniziato la sua carriera occupandosi di sport. Passa dalla cronaca dei Giochi Olimpici di Roma per la Rai alla direzione di Tuttosport nel 1996.
La sua strada però prende un’altra direzione quando si rende conto di preferire il racconto di storie di vita rispetto ad eventi sportivi. A partire dal 1965 infatti si occupa di documentari e inchieste per numerosi programmi, i quali gli consentiranno di intervistare personaggi rivoluzionari provenienti da ogni parte del globo.
Diego Armando Maradona, Pelè, Massimo Troisi, Pino Daniele, Dalai Lama, Muhammad Alì. La sua intervista di 16 ore con il presidente cubano Fidel Castro ha fatto il giro del mondo, donandogli la celebrità e nel 2007 il prestigioso Premio Kamera delle Berlinale per la carriera, riconoscimento massimo per i documentaristi.
Verdiamo allora insieme quali sono state le interviste più significative di Gianni Minà.
Gianni Minà: l’intervistatore per eccellenza della Tv italiana
Lo si conoscevano in quanto italiano che ha intervistato Fidel Castro in relazione alle confidenze che il Líder Máximo cubano gli aveva narrato nell’incontro del 1987. Da sempre impegnato nel racconto di Cuba, recentemente Minà aveva fornito la sua expertise per modellare il celebre docufilm Papa Francesco, Cuba e Fidel in occasione dell’incontro dei due avvenuto nel settembre del 2015.
Ma non solo.
Alla storia passerà anche una foto ritraente Robert De Niro, Sergio Leone, Gabriel García Márquez, Muhammad Alì e Gianni Minà, tutti a cena in una storica osteria romana di Trastevere. Una simpatica rimpatriata tra amici insomma, ma che rivela quanto il giornalista fosse abile nel mettere a proprio agio qualsiasi tipo di ospite gli si ponesse di fronte.

E poi il rapporto esclusivo con il goleador Diego Armando Maradona, un’amicizia pura e sincera che ha unito i due nei momenti più belli ma soprattutto in quelli più bui della carriera dell’argentino. Lo stesso Minà racconterà di non aver mai voluto raccontare il periodo più buio della vita dell’amico, perché “quello non è giornalismo”.
Le sue interviste sono diventate un genere giornalistico unico, a sé, che ha contribuito a creare una vera enciclopedia audiovisiva preziosa per il ricordo dei grandi di tutto il mondo.
L’unico rimpianto? Non essere riuscito ad intervistare Nelson Mandela.
“Ci eravamo messi d’accordo e mi aveva invitato in Sudafrica. Poi dovetti rinviare per tre/quattro giorni e non siamo più riusciti a vederci.”
E in ricordo del gigante de giornalismo italiano riportiamo una sua celebre frase, la rappresentazione della filosofia da lui perseguita nel corso della sua brillante carriera: “il cammino si fa andando, non sai mai dove queste storie ti possano portare. E’ il bello della vita, tutto sommato”.