Esteri

Weekend di proteste in US pro aborto: “Non fate come il Texas”

Le nuove restrizioni sull’aborto votate in Texas fanno infuriare gli americani: è weekend di proteste in US.

Secondo le fonti, circa seicento marce sarebbero state organizzate in tutta America, in difesa della libertà di scelta sul tema dell’aborto. Le restrizioni in merito, approvate da stati conservatori come il Texas, avrebbero fatto scendere in strada migliaia di donne.

La nuova legge passata in Texas prevede, infatti, che non possa esserci interruzione di gravidanza oltre le sei settimane. La disposizione è entrata in vigore a partire dallo scorso mese e, evidentemente, non è piaciuta a molti. Si tratta della restrizione più “severa” di tutti gli Stati Uniti.

Lo scorso fine settimana, 2 e 3 ottobre 2021, una fiumana di americani è scesa in piazza con cartelli, slogan e maglie che portavano la scritta “1973“, con riferimento al caso Roe contro Wade, una class action the garantì il diritto di aborto ad una nuova generazione di donne statunitensi.

L’ironia vuole che questo caso sia stato intentato proprio dagli avvocati di una donna del Texas, Norma McCorvey, il cui pseudonimo durante la causa legale fu, per l’appunto Roe. Non è un caso che durante la marcia sia stato ricordato l’anno che simboleggiò un gran passo in avanti sul tema.

Proteste in US: le richieste

Alexis McGill Johnson, attivista nell’ambito della giustizia sociale e attuale presidentessa della Planned Parenthood, ha tenuto un discorso durante la marcia. Ha dichiarato che ci troviamo in “tempi bui” e che “è necessario essere uniti in questa lotta per i diritti”.

La richiesta avanzata dalle manifestanti è piuttosto semplice: non vogliono che qualcuno dica loro cosa fare con il proprio corpo. Lo slogan “My body my choice” è diventato il simbolo della lotta per la libertà di abortire, una semplice frase che chiede allo Stato di stare fuori dalla questione.

Alcuni potrebbero argomentare che si tratti di una richiesta un po’ troppo forte ed autoritaria, che forse è troppo voler quasi zittire lo Stato su di un argomento che coinvolge la vita dei proprio cittadini.

Nonostante ciò, queste proteste vanno calate in un contesto ben preciso, che è appunto quello che concerne le nuove leggi in Texas. Con questa chiave di lettura, la rabbia e l’energia delle manifestanti possono risultare, forse, meno complesse da comprendere.

Il tema resta sicuramente caldo e attuale più che mai: vedremo se e come proseguiranno ulteriori proteste in US.

 

Chiara Casagrande

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