Trieste in queste ore è protagonista di un’accesa protesta portata avanti dai lavoratori portuali della città, contrari alla decisione del governo in merito all’obbligatorietà di possedere il Green Pass per tutti i lavoratori. I manifestanti hanno annunciato l’imminente blocco totale delle operazioni. Tutto si fermerà da venerdì, giorno in cui l’obbligo sarà reso ufficiale, e la lotta andrà avanti fino a quando la misura del governo non verrà cancellata definitivamente.

Il governo ha cercato di fare un passo verso i lavoratori coinvolti, proponendo la fornitura di test antigienici o molecolari – a spese delle aziende – per coloro sprovvisti di certificazione verde. Gli operai hanno respinto questa proposta.

Secondo il Coordinamento lavoratori portuali Trieste (Clpt) – l’associazione di categoria che sta guidando la protesta – su 950 lavoratori circa il 40 per cento non ha il Green Pass. Durante un’assemblea organizzata proprio dal Coordinamento, all’unanimità i lavoratori hanno deliberato la loro contrarietà al Green Pass. Si è così arrivati all’annuncio delle imminenti proteste.

Ciò che allarma, è la portata del porto di Trieste, settimo in Europa per movimentazione totale di merci e primo in Italia con 62 milioni di tonnellate. È anche il primo terminal petrolifero del Mediterraneo e il primo porto ferroviario d’Italia.

Come hanno reagito gli utenti sui social media?

La città è addirittura tra le tendenze di Twitter, dove gli utenti stanno condividendo il loro parere utilizzando l’hashtag #Trieste. Tra i commenti più gettonati, primeggiano quelli di appoggio verso i lavoratori portuali: “Forza, non si molla di un millimetro“. E ancora: “Quando vedrete navi cariche di merci ferme in rada e scaffali dei supermercati semivuoti, allora capirete che grande potere ha il popolo del lavoro. E soprattutto cosa significa solidarietà. Tutti con il Clpt Trieste.

Non mancano però anche i commenti di coloro che si dicono indignati dalla vicenda, che hanno usato termini piuttosto forti, mandando letteralmente ‘a quel paese‘ i lavoratori coinvolti nella protesta.

Come si presenta la situazione negli altri porti italiani?

I dipendenti di Trieste fanno sapere che il blocco portuale di Trieste non sarà l’unico, ma che le proteste riguarderanno anche altre importanti città portuali italiane.

Le società che gestiscono il porto di Palermo hanno fatto sapere che non pagheranno i tamponi e che comunque i lavoratori senza Green Pass sono pari al 7 per cento.  Nei cinque porti di Manfredonia, Barletta, Bari, Monopoli e Brindisi non si temono particolari situazioni di criticità, scioperi o blocchi legati all’entrata in vigore dell’obbligo del Green Pass.

Per ora la situazione sembra gestibile anche al porto di Gioia Tauro, in Calabria, e ai porti di Napoli e Salerno, dove la situazione risulta  sotto controllo. Nei porti di Livorno, Piombino, Capraia, Portoferraio, Rio Marina e Cavo non si registrano particolari criticità. La stessa cosa per i porti della Sardegna.

A Genova, invece, dove si stima che la quota dei portuali senza vaccino sia pari al 20 per cento, alcune società pagheranno i tamponi ai dipendenti che non sono vaccinati: per un tempo limitato, si parla di 15 giorni, in postazioni precise e convenzionate.

 

 

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