Curiosità

In Lombardia il murales “mangia smog” più grande del mondo: dove? E come funziona?

Si trova a Cremona ed è il murale “mangia-smog” più grande d’Europa: 1200 metri quadri di arte al servizio dei SDG 2030.

Situato sul lato sud della recinzione dell’area fieristica di Ca’ de’ Somenzi, il murale, intitolato “Concordia, Insieme per i SDG2021”, è stato interamente realizzato con delle pitture speciali, prodotte da Keim.

La composizione chimica di questi colori, infatti, è in grado di abbattere la concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria, grazie ai minerali ad effetto fotovoltaico presenti.

L’idea è di tre artisti, Dario Pruonto (in arte Mister Caos), Marco Cerioli e Davide Tolasi, che hanno però coinvolto circa 70 ragazzi della zona.

Gli “apprendisti stregoni” provengono dall’Ente Scuola Edile Cremonese, dal Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, dal liceo artistico Stradivari, dall’associazione Skarti d’Autore e dalle cooperative sociali Cosper e Nazareth.

Nei 400 metri di lunghezza, sono rappresentate 17 mani, come i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, che stringono insieme una corda.

Se si guarda il murale da vicino, però, sembra che i 144 pannelli siano astratti, scollegati fra loro: per capire il senso dell’opera bisogna allontanarsi e guardare l’insieme.

 

Concordia fa l’occhiolino al goal numero 17

Tra i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, l’ultimo è quello che più direttamente si ricollega al murale.

Come dichiara, infatti, Gianluca Galimberti, sindaco di Cremona“L’opera è stata battezzata ‘Concordia’, con un chiaro riferimento all’ultimo obiettivo dell’Agenda dell’Onu per un futuro sostenibile “.

Dall’altro lato, gli artisti affermano: “Come per le tematiche evidenziate dall’Agenda 2030: non possono essere risolte concentrandosi sul singolo problema di ciascun obiettivo, ma è invece indispensabile affrontarle da una prospettiva sistemica, complessiva, globale”.

Per questo, appunto, si è voluta creare n’opera il cui senso sia comprensibile SOLO ammirandola da lontano.

Oltre alla decisione di di impiegare pitture “che facciano bene”, la scelta è stata di veicolare un messaggio importante tramite qualcosa di piacevole, di bello da vedere.

L’augurio del primo cittadino e di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del murale è che ci si ricordi della bellezza, del perché dobbiamo combattere e difendere l’ambiente.

 

Chiara Casagrande

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