L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) sta pensando di dare il via libera a un nuovo vaccino anti-Covid. Si tratta di quello sviluppato dalla casa farmaceutica statunitense Novavax che, se approvato, si aggiungerà ai quattro già somministrati in Europa. Ovvero, i vaccini di Pfizer, Astra Zeneca, Moderna e Johnson & Johnson.
Il Novavax ha superato la Fase 3 della sperimentazione, con test su larga scala in Messico e negli Stati Uniti, dimostrando un’efficacia molto alta. Stando a quanto dichiarato dalla casa farmaceutica in un comunicato, diffuso in estate, il vaccino garantirebbe una copertura superiore al 90% anche contro le varianti del Coronavirus.
Al momento Novavax è in uso solo in Indonesia, ma sulla base dei risultati del farmaco, potrebbe essere autorizzato anche in Europa. Il permesso “potrebbe essere rilasciato entro settimane se i dati presentati sono sufficientemente solidi e completi per dimostrare l’efficacia, la sicurezza e la qualità del vaccino” ha fatto sapere l’Ema.
Ma come funziona Novavax? Questo vaccino, che prevede due dosi, si basa su una tecnologia diversa dagli altri. Non sfrutta, infatti, un RNA messaggero, come Pfizer e Moderna, né un vettore adenovirale, come Astra Zeneca e Johnson & Johnson. Novavax utilizza delle proteine ricombinanti che introducono nell’organismo frammenti della proteina Spike del Covid.
Pe produrre il farmaco serve, tra gli altri, un elemento molto costoso, il composto “Matrix-M”, il cui prezzo sarebbe di circa 100mila dollari al grammo (Fanpage). Ogni dose di Novavax, però, richiede solo una minima quantità di Matrix-M, per un costo di 5 euro.
Ci sono oggetti che nascono per essere semplici accessori e altri che invece puntano a…
Scopriamo insieme quali sono stati i referendum più rilevanti in cui gli italiani sono stati…
19 marzo, festa del papà: ma è davvero un evento felice per tutti i padri?…
Fedez ha deciso di schierarsi con la destra dopo essere stato per anni simpatizzante della…
Perché il film con Timothée Chalamet non ha vinto nemmeno un premio Oscar? Ecco perché…
E se le icone delle app che siamo abituati ad usare quotidianamente nascondessero dei richiami…