Mario ha 43 anni ed è tetraplegico da 11 anni: il primo paziente ad ottenere il via libera al suicidio medicalmente assistito in Italia.

Nativo delle Marche, a causa di un terribile incidente stradale verificatosi 11 anni fa, Mario ha riportato fratture alla colonna vertebrale, che lo hanno lasciato paralizzato dalla testa ai piedi.

Una volta venuto a conoscenza della Sentenza Cappato, l’uomo ha inoltrato la richiesta ufficiale all’azienda ospedaliera della propria regione, per ottenere il suicidio assistito.

L’associazione Coscioni riporta la notizia, confermando l’approvazione data dal Comitato Etico, dopo l’analisi del caso di Mario.

C’è voluto oltre un anno per ottenere il via libera, dopo il diniego dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale Marche (ASUR), una prima e una seconda decisione definitiva del Tribunale di Ancona e due diffide legali all’ASUR Marche.

Luca Coscioni, presidente dell’associazione, afferma: «È molto grave la lunga attesa che Mario, primo malato ad aver ottenuto il via libera al suicidio medicalmente assistito in Italia, ha dovuto subire. Ora procediamo con indicazioni sull’autosomministrazione del farmaco».

Via libera per Mario: verificati i requisiti per il suicidio assistito

A differenze di quanto accaduto con i casi di Dj Fab e Davide Trentini, qui non si tratta di un procedimento penale, ma civile. Quella di Mario, infatti, non è l’autodenuncia per la violazione di una norma penale, bensì un’azione ad ottenere con una pronuncia d’urgenza.

La richiesta del paziente, assistito dagli avvocati del Comitato dei giuristi per le libertà dell’Associazione Luca Coscioni, è stata dichiara non punibile, in quanto i seguenti requisiti sono stati verificati.

Irreversibilità della malattia, insostenibilità del dolore e chiara volontà del paziente.

«Sono stanco e voglio essere libero di scegliere il mio fine di vita. Nessuno può dirmi che non sto troppo male per continuare a vivere in queste condizioni e condannarmi a una vita di torture», afferma Mario in un video.