Matteo Salvini

La stagione del populismo si sta avviando alla conclusione? Probabilmente è presto per dirlo, anche se un sondaggio condotto da YouGov, con la partecipazione del giornale inglese The Guardian, ha registrato una diminuzione del sentimento populista in alcuni dei principali paesi Europei rispetto al 2019.

L’analisi è stata realizzata nei mesi di agosto e settembre e ha coinvolto più di 10mila persone provenienti da 10 paesi (circa mille per paese). Ai partecipanti è stato chiesto di dire quanto erano d’accordo con alcune delle posizioni populiste più comuni.

Una delle affermazioni proposte, ad esempio, era “Il mio Paese è diviso tra le persone comuni e un’élite corrotta che le sfrutta”. In Italia il 54% degli intervistati si è detto “d’accordo o molto d’accordo”. Nel 2019 questa percentuale era del 65%. Spagna e Francia hanno registrato tendenze non molto diverse, con un passaggio rispettivamente dal 70% al 65% e dal 61% al 49%.

Un altro caposaldo del populismo, sottoposto ai partecipanti al sondaggio, è “La volontà del popolo dovrebbe essere il principio più alto in politica”. In questo caso il 64% dei partecipanti italiani ha dichiarato di essere d’accordo, abbassando di circa dieci punti il risultato del 2019.

Infine, il 59% degli italiani intervistati crede che “molte informazioni importanti sono deliberatamente nascoste al pubblico“.

Il populismo è davvero finito?

Il The Guardian, riportando i risultati del sondaggio, ha osservato una sensibile diminuzione di sentimenti e orientamenti di voto populisti tra il 2019 e il 2021. In Europa, ma anche in alcuni Paesi extraeuropei, come Stati Uniti e Brasile. Tuttavia, i capisaldi del populismo continuano a convincere più della metà degli intervistati. Sembra, quindi, decisamente troppo presto per celebrare il funerale del populismo. Inoltre, come segnala il giornale britannico, la diminuzione dei populisti si accompagna alla radicalizzazione di quelli che restano, sempre più convinti ed estremi.

In Italia il populismo è associato soprattutto al Movimento 5 Stelle e alla Lega. Queste due formazioni hanno conosciuto un ridimensionamento importante e ora restano entrambe sotto il 20% nei sondaggi. Tuttavia, la contestuale ascesa di Fratelli d’Italia non sembra suggerire esattamente un ritorno a un elettorato moderato e anti-populista.