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Alzheimer: oltre al vaccino, gli alimenti da evitare per prevenire la malattia

La lotta contro l’Alzheimer fa enormi passi in avanti: il 2021 è l’anno del vaccino che potrebbe contrastare efficacemente la malattia. Ci sono però, anche dei piccoli accorgimenti, delle scelte alimentari che aiutano a prevenire la patologia.

I risultati pubblicati sulla rivista Molecular Psychiatry sono estremamente incoraggianti: la base di anticorpi e proteine potrebbe funzionare.

La ricerca sul nuovo vaccino, Tapas, è stata condotta dagli scienziati dell’Università di Leicester, dell’University Medical Center di Gottingen e l’ente benefico per la ricerca medica LifeArc.

La proteina beta amiloide, se raggiunge alte concentrazioni, viene associata ad un maggiore rischio di sviluppare la malattia Alzheimer.

Thomas Bayer, coordinatore del team di ricerca, spiega: “Negli studi clinici condotti finora ,nessuno dei potenziali trattamenti volti a dissolvere le placche di amiloide presenti nel cervello aveva mostrato effetti statisticamente significativi nel prevenire o contrastare i sintomi dell’Alzheimer. Abbiamo quindi scelto un approccio diverso”.

Gli scienziati sono, pertanto, andati alla ricerca di un anticorpo in grado di neutralizzare le forme troncate di beta amiloide: a questo punto, gli esperti di LifeArc, hanno adattato l’anticorpo, in modo che il sistema immunitario umano non lo respingesse.

Consigli per prevenire l’Alzheimer: i cibi da evitare

Il vecchio detto “siamo ciò che mangiamo” potrebbe essere ben più di un semplice modo di dire. Studi scientifici dimostrano che la salute de nostro corpo è profondamente collegata al tipo di alimentazione che seguiamo.

L’Alzheimer è una delle malattie neurodegenerative che più spaventano, sempre più diffusa tra la popolazione.

Gli esperti, al fine di prevenire la patologia, consigliano una dieta sana e variegata, ricca di frutta, verdura ed omega 3.

Dall’altro lato, gli alimenti che contengono troppo zucchero, oltre ad alzare i livelli di glicemia e colesterolo, potrebbero risultare dannosi anche per il cervello.

Lo studio è stato condotto su dei topi da laboratorio: lo scopo era determinare l’incidenza del saccarosio nello sviluppo di malattie neurodegenerative.

I topi cui è stato somministrato il saccarosio, hanno per l’appunto mostrato un processo di neuro-infiammazione.

Chiara Casagrande

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