Alla guida del Teatro Comunale di Bologna c’è Oksana Lyniv, prima donna in Italia a dirigere una Fondazione lirica.
La notizia è stata accolta con così grande entusiasmo anche all’estero, che il Guardian le ha dedicato un’intera pagina e il New York Times non ha dimenticato di citarla come “una delle migliori sorprese del 2021″.
La direttrice, quasi 44enne, è di origini ucraine e attivista dei diritti delle donne: «Spero che tutto questo un giorno sarà Storia e che le donne nel mio lavoro abbiano le stesse opportunità».
Con il debutto del 14 gennaio, Oksana Lyniv, continuerà ad infrangere quel tabù che ha sempre visto il ruolo di direttore d’orchestra come prerogativa propria solo degli uomini.
La direttrice, infatti, è stata la prima donna (dopo 176 uomini e 145 anni) a dirigere il Festival di Bayreuth, durante l’edizione del luglio scorso, davanti ad Angela Merkel.
La Lyniv racconta al Corriere di come sia stato difficile, specialmente all’inizio, farsi valere durante le masterclass, senza cedere a dubbi ed incertezze, senza farsi scoraggiare.
«Mi sono sentita dire: chi te lo fa fare, non avrai mai il successo di noi uomini. Maschi direttori e insegnanti. Ero sola, non c’era modo di avere consigli e confrontarmi con una collega».
Da sempre, stando a quanto riferisce Oksana Lyniv, la bacchetta da direttore è sempre stata destinata ad un uomo, senza che nessuno mettesse in discussione il fatto. Era normale così.
«Ci sono due eccezioni, a parte Nadia Boulanger: l’americana Antonia Brico che diresse i Berliner nel 1930, e sette anni prima, sconosciuta, Eva Brunelli. Il maschilismo riguardava ogni ambiente».
La risposta, per la Lyniv, sta nel talento e nell’amore per la propria professione: stringendo i denti si può trovare un modo per andare avanti, per fare carriera, sebbene la strada sia tutt’altro che in discesa.
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