Spettacolo

Balenciaga, la sfilata di denuncia contro la crisi climatica e la guerra in Ucraina

Show potente e di forte impatto emotivo quello realizzato in occasione della sfilata di Balenciaga per l’Autunno/Inverno 2022-2023, che ha voluto portare in scena la rappresentazione dell’Inverno, non solo fisico ma anche spirituale, che l’essere umano si trova ad affrontare in questo periodo storico disseminato da tragedie devastanti come la crisi climatica e la guerra in Ucraina.

Alcune note di pianoforte danno inizio allo show, allestito all’interno del Palazzo del Ghiaccio, con fortissime raffiche di vento e di neve, sparate contro i modelli che più che sfilare arrancano, portando a mano borse che non sono altro che voluminosi sacchi di immondizia, ricolmi e con un filo per chiuderne la parte superiore.

Metafora perfetta delle difficoltà, concrete ed emotive, che tutti i rifugiati di guerra si trovano ad affrontare.

Il colore nero regna sovrano, interrotto solo da qualche tocco di azzurro o di bianco, declinato su maxi piumini, faux fur over, trench, abiti.

L’urgenza era quella di raccontare una storia, di veicolare una consapevolezza; la stessa che il direttore creativo di Balenciaga, Demna Gvasalia, ha vissuto sulla sua pelle: “La guerra in Ucraina ha fatto riemergere in me il trauma che mi porto dietro dal 1993, quando la stessa cosa è successa nella mia terra e sono diventato per sempre un rifugiato. Per sempre, perché è una condizione che non ti abbandona. La paura, la disperazione, la consapevolezza che nessuno ti vuole. Ma ho anche realizzato ciò che conta davvero nella vita: la vita stessa e la compassione umana”.

Il titolo del fashion show, 360 gradi, si appropria del linguaggio della tecnologia VR, sovvertendolo e ricreando lo stesso effetto nella vita reale.

Dietro un gigantesco schermo di vetro ci ricorda quanto sia fondamentale vivere davvero nel momento reale e capire ogni conseguenza delle nostre azioni su di esso, dai cambiamenti climatici alle guerre che tutti, nel nostro piccolo, alimentiamo.

Non c’è spettacolarità, ma solo un grande messaggio di riflessione, accompagnato da scoppi di luce che sembrano esplosioni di missili e ordigni.

Poi il buio totale e una voce fuori campo che conclude: “Io sono Ucraino e questo show non ha bisogno di spiegazioni. È una dedica al coraggio, alla resistenza e alla vittoria dell’amore e della pace”.

 

Manuela Ronchi

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