Oggi, lunedì 21 marzo 2022, ricorre la Giornata Mondiale della Sindrome di Down (WDSD – World Down Syndrome Day)

La sindrome di Down (o Trisomia 21) è una disposizione cromosomica naturale che ha sempre fatto parte della condizione umana, universalmente presente in circa 1 su 800 nati vivi, anche se vi è una notevole variazione in tutto il mondo.

In Italia ogni 1.200 bambini che nascono, 1 ha la sindrome di Down e ci sono circa 38.000 persone con la sindrome di Down, di cui la maggior parte ha più di 25 anni

La giornata è stata istituita dall’Onu nel 2012 e la data scelta non è casuale: il giorno 21 del terzo mese, a ricordare il nome ufficiale della sindrome, la Trisomia 21.

Il tema scelto per quest’anno è “Inclusion means” (inclusione significa) e l’obiettivo è raccontare chi sono le persone con la sindrome, cosa fanno, come vivono.

Sulla Trisomia 21 pesa infatti ancora un grosso stigma, dove la diagnosi, pre o post natale, piomba sui neo genitori come una condanna per la vita.

Le persone con sindrome di Down e altre disabilità intellettive oggi non beneficiano di una piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società, per questo è importante porre la lente d’ingrandimento su questo tema di importanza fondamentale.

Mentre in alcuni Paesi, come l’Islanda, si mira ad azzerare il numero dei nuovi nati con sindrome grazie alla diagnosi prenatale, in altri Paesi si sta prendendo la strada opposta.

Sta nascendo, dal basso, cioè molto spesso dalle stesse famiglie, una sorta di movimento che rivendica l’orgoglio di essere (o avere in famiglia) una persona con Trisomia 21.

Il messaggio che si vuole mandare è molto chiaro: queste persone non sono la loro sindrome; quel cromosoma in più è solo una delle loro tante caratteristiche non l’intera descrizione, essi sono individui che vogliono il proprio posto nel mondo e rivendicano il diritto di essere felici.

Iniziative organizzate

In occasione di questa giornata Intesa Sanpaolo ricorda i progetti per promuovere l’inclusione delle persone con disabilità, sia all’interno sia all’esterno del gruppo, anche attraverso il proprio Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale.

Le attività, suddivise per fasce d’età, si svolgono per i bambini nelle classi delle scuole dell’infanzia e primarie.

I bambini vengono coinvolti in percorsi psicoterapeutici e logopedici, e sono seguiti da personale qualificato che facilita l’inserimento a livello scolastico e i rapporti sociali con i coetanei e gli insegnanti.