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Femminicidio Carol Maltesi: chi era la giovane donna massacrata dal vicino di casa?

Un altro agghiacciante caso di femminicidio si aggiunge alle numerose e tristi pagine di cronaca nera della nostra penisola.

La vittima è la 26enne Carol Maltesi, nata a Monza il 23 dicembre del 1995 ma originaria di Sesto Calende.

Metà italiana e metà olandese, a Sesto Calende era arrivata da ragazzina.

Aveva frequentato l’istituto tecnico Fiorini nel comune di Busto Arsizio.

Nel 2016, aveva avuto un bambino, per mantenersi dopo il diploma in fashion design aveva iniziato a lavorare come commessa in un negozio di abbigliamento e accessori in provincia di Milano.

Si trasferisce poi a rescaldina, ed è proprio nel comune dell’Alto Milanese che ha conosciuto Davide Fontana, il dipendente bancario che a fine gennaio l’ha uccisa nella sua abitazione.

Di lei i giornali stanno riportando per lo più lo pseudonimo, Charlotte Angie, che utilizzava nel mondo dell’intrattenimento per adulti e su alcune piattaforme hard, su cui era approdata da poco tempo, dopo aver perso il lavoro a causa della difficile situazione causata dalla pandemia, per far fronte alle difficili condizioni economiche che doveva affrontare.

Charlotte Angie era inoltre estremamente vicina, attenta e sensibile alla tematica riguardante la violenza sulle donne, di cui parlava spesso, soprattutto attraverso l’utilizzo delle sue piattaforme social.

Omicidio e confessione

Il corpo della giovane è stato ritrovato il 20 gennaio 2022, gettato in un dirupo nella piccola frazione di Paline di Borno, al confine tra le province di Brescia e Bergamo: congelato, sezionato in 15 pezzi e avvolto in quattro sacchi neri tra rifiuti e sterpaglie.

L’identificazione del corpo è stata possibile grazie alla presenza di alcuni tatuaggi emblematici sul corpo della giovane.

La svolta sulle indagini è arrivata proprio nelle scorse ore in seguito alla confessione dello stesso Davide Fontana ha confermato la propria colpevolezza la scorsa notte ai carabinieri durante un interrogatorio durato tre ore.

Domani mattina in carcere a Brescia, davanti al gip Andrea Corvi, ci sarà l’interrogatorio di convalida del fermo.

L’accusa è di omicidio volontario aggravato, distruzione e occultamento di cadavere.

Manuela Ronchi

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