Stati Uniti, ferve il dibattito sull’aborto: addio al diritto? Cosa succederà nei prossimi mesi

Torna d’attualità il dibattito sul tema dell’aborto negli Stati Uniti. Secondo le rivelazioni fatte da Politico, sembra che la Corte Suprema statunitense intenda votare per annullare la legge del 1973 che garantisce il diritto all’aborto negli Stati Uniti. Ma qual è la situazione reale nel paese?

Un diritto che nasce da lontano

Prima del 1973, l’aborto negli Usa era disciplinato da singole leggi statali e in più della metà degli stati era considerato illegale, dunque non praticabile in nessun caso.

Nel 1973, con la storica sentenza Roe Vs Wade, la Corte Suprema federale ha sancito la legalità dell’aborto, riconoscendo per la prima volta il diritto della donna texana Norma McCorvey di interrompere la gravidanza anche in assenza di problemi di salute della donna, del feto e di ogni altra circostanza che non fosse la libera scelta della donna. La decisione venne presa con una maggioranza di 7 giudici a favore e 2 contrari. Da allora, i ferventi sostenitori attivisti e politici “anti-choice” (contrari alla libertà delle donne di scegliere se proseguire o interrompere una gravidanza) hanno cercato di rovesciare questa sentenza e negli ultimi anni sono stati fatti dei passi indietro. Manca infatti una legge unica che ne regoli le modalità in ciascuno stato.

La situazione attuale

Dal 2018, numerosi sono gli Stati che hanno introdotto delle limitazioni importanti del diritto all’aborto. Tra questi possiamo citare Florida, Arizona, Oklahoma, Kentucky, Indiana, che, con differenti modalità e criteri, rischiano di mettere seriamente a rischio la possibilità per le donne di abortire liberamente.

Peraltro, è il caso di sottolinearlo, queste leggi statali non riducono la percentuale di aborti, ma li rendono più insicuri e pericolosi. Generano inoltre discriminazione, poiché le donne con basso reddito – le minorenni, quelle di colore, le migranti, le rifugiate – sono le più colpite dalle restrizioni sull’aborto poiché per loro è più difficile pagare, viaggiare o prendersi permessi dal lavoro.

Eppure – e qui si verifica il distacco tra politica e società – secondo un recente sondaggio della CNN circa il 69% degli americani non vuole che la sentenza Roe vs Wade venga rovesciata e che l’aborto debba quindi restare legale e, soprattutto, sicuro.

Attesa per la pronuncia della Corte Suprema

Il caso su cui si deve esprimere è considerato il più importante degli ultimi decenni sul tema e riguarda la richiesta dello stato del Mississippi di riconoscere la propria legge sull’aborto, che vieta l’interruzione di gravidanza dopo 15 settimane di gestazione nella maggior parte dei casi.

A giugno la Corte si pronuncerà sul tema, non resta che attendere.