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Lo Scan-Med e il ponte sullo stretto: adesso è l’Europa a chiederlo – vediamo i motivi

Colpo di scena sul corridoio Scan-Med, il progetto che parte da Helsinki e termina a La Valletta, pensato per collegare il Mar Baltico al Mediterraneo, non può realmente esistere senza il Ponte sullo Stretto. Adesso è l’Europa a chiederlo.

Prima di entrare nel dettaglio però, facciamo un passo indietro e vediamo l’origine e lo scopo del corridoio Scandinavo-Mediterraneo.

Lo Scan-Med: che cos’è, come nasce e perché è così importante per l’Europa

Lo “Scan-Med” è il quinto dei nove assi prioritari della Rete transeuropea dei Trasporti, ma sarà certamente il più lungo, perché unirà il continente europeo da nord a sud. Per portare a termine tale infrastruttura viaria servono però due grandi opere: il completamento di due gallerie di base del Brennero, snodo cruciale con l’Austria, e come detto in precedenza la costruzione di un collegamento stabile tra Messina e Reggio Calabria.

I partner di questo progetto sono 8 stati europei (oltre all’Italia, sono interessate Finlandia, Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania, Austria e Malta), che si estende per 1,6 milioni di chilometri quadrati, ovvero il 40% dell’area totale dell’Unione a 27 Stati, con il coinvolgimento del 15% della popolazione complessiva su un totale di 447 milioni di persone.

Da questa opera, secondo le stime effettuate dalla Commissione Europea, dipenderà il 48% del PIL europeo che andrebbe a vedere 9.400 chilometri di rotaie, 6.400 chilometri di asfalto e fare sosta in 45 terminal. L’opera si divide in due sezioni principali: quella settentrionale dalla capitale finlandese Helsinki fino alla Germania, e quella meridionale, dalla Baviera alla capitale maltese La Valletta. La nuova infrastruttura interesserà volumi di merci pari a 70 milioni di tonnellate, per le quali si prevede un aumento su questa tratta del 25% in 10 anni. L’Italia attualmente rappresenta il 23% del totale attualmente trasportato, seconda soltanto alla Germania che copre il 48%, mentre fa meglio dell’Austria (18%).

La ratio del progetto è quella di semplificare e velocizzare il commercio attraverso la rimozione di quei “colli di bottiglia” che riguardano le infrastrutture continentali attualmente in uso, ordinariamente causa di rallentamenti e ritardi.

Il ruolo dello Stretto di Messina

In questo quadro di collegamenti e interconnessioni, un ruolo fondamentale rivestirebbe il ponte sullo Stretto: la sua realizzazione consentirebbe all’isola siciliana di diventare il principale Hub del Mediterraneo: sarebbe qui che logisticamente andrebbero a convergere gran parte delle merci esportate e provenienti dall’Africa e, attraverso il Canale di Suez, anche dall’Asia, poi dirette verso il Nord Europa. Ne andrebbero a trarre beneficio anche i porti di Ragusa e Gioia Tauro, raccogliendo i traffici navali che ad oggi sono diretti a Rotterdam.

Si tratta di un’opera dalle dimensioni senza precedenti e che richiederà anni prima della sua completa realizzazione. Pur tuttavia, potrebbe dare impulso decisivo per la realizzazione del tanto discusso ponte sullo Stretto, sempre oggetto di aspro dibattito all’interno dell’opinione pubblica nazionale.

GNicolosi

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