La vera storia di Rocco Morabito, il super latitante che a breve sarà estradato in Italia

Rocco Morabito era il numero due nello speciale elenco dei super latitanti ricercati, secondo solo a Matteo Messina Denaro. Arrestato in Brasile lo scorso anno, sarà presto estradato in Italia dove dovrà affrontare numerosi processi.

La corte federale brasiliana ha infatti respinto il ricorso presentato dalla difesa, volto ad impedire l’estradizione.

Quando venne arrestato, il 24 maggio 2021 a João Pessoa, in Brasile, risultava essere il numero due nella lista dei latitanti di massima pericolosità del ministero dell’Interno, subito dopo Matteo Messina Denaro, ricercato dal 1993, considerato il capo dei corleonesi e quindi della mafia siciliana.

Ma andiamo a vedere la storia e l’ascesa di Morabito, da figlio eccellente a re del narcotraffico

Rocco Morabito, il re del narcotraffico italiano

Morabito è originario di Africo, nella locride, in provincia di Reggio Calabria, fa parte della ‘ndrina che porta il suo cognome che ha ramificazioni non soltanto in importanti città del nord Italia, ma anche con narcos del Sudamerica e altre famiglie legate a Cosa Nostra e alla camorra.

Rocco, classe 1966, parente del boss e nipote di Domenico Antonio Mollica, altro capo dell’organizzazione, aveva iniziato la sua ascesa negli anni Ottanta a Messina, dove si occupava di gestire gli affari del clan.

Nel 1991 il grande salto: si reca a Milano in compagnia dello zio Mollica e tra il capoluogo milanese e Pavia istallò il suo quartier generale, diventando presto il più importante broker italiano nel commercio di cocaina. In virtù dei suoi legami, la cocaina giungeva direttamente nelle coste calabresi, veniva gettata in mare e poi recuperata dagli uomini del clan.

Nel 1994, a seguito dell’operazione Frontaleza, molti appartenenti alla ‘ndrangheta del Nord Italia vennero arrestati. Morabito, in quella occasione, riuscì a sfuggire alla cattura e si rifugiò proprio in Brasile, paese verso cui viaggiava molto, per gestire i traffici di cocaina.

In quegli anni si spostò molto in vari paesi del Sudamerica, con il nome di Francisco Antonio Capeletto Souza, cittadino brasiliano. Lo arrestarono una prima volta in Uruguay, da cui evase due anni dopo (si dice corrompendo le guardie con poco più di 500 dollari). Dopo due anni di latitanza fu arrestato nuovamente in Brasile, il 24 maggio 2021. Era a João Pessoa, nello stato di Paraíba, assieme a un altro ricercato della ‘ndrangheta, Vincenzo Pasquino.

L’operazione ha visto unire le forze di Carabinieri del ROS, FBI e forze speciali brasiliane.

La Corte Suprema ha dunque confermato l’estradizione per Morabito che a breve dovrebbe arrivare nel nostro paese. Una vita criminale, per sempre legata ai traffici di droga che gli è valsa l’appellativo di “re della cocaina di Milano”.

A breve per lui si apriranno le porte delle carceri italiane.