Curiosità

Caso Sara Pinna, cos’è successo? L’Ordine si muove contro di lei ma non è giornalista

Sara Pinna, conduttrice televisiva per TvA Vicenza di “Terzo Tempo”, finisce in una bufera mediatica dopo le parole offensive contro i meridionali. Dopo il brutto episodio è stato reso noto tra l’altro che Pinna non risulta nell’albo dei giornalisti.

La vittoria cosentina e la frase razzista sui meridionali

Dopo la vittoria del Cosenza contro il Vicenza, un inviato della televisione locale TvA intervista il piccolo tifoso cosentino Domenico. Visibilmente emozionato per la vittoria della sua squadra del cuore afferma:” Lupi si nasce”, come l’animale simbolo del Cosenza.

In diretta dallo studio la conduttrice Pinna risponde al bambino con :” E gatti si diventa. Non ti preoccupare che venite anche voi a cercare lavoro qui”. Sono bastate poche parole per indignare il pubblico, compreso l’ordine dei giornalisti del Veneto. Quest’ultimi prendono le distanze da quanto detto in diretta tv, promuovendo un atteggiamento volto alla non discriminazione e al rispetto.

Lo stesso padre del bambino, dopo quanto accaduto ha deciso di intervenire e rispondere alla conduttrice attraverso una lettera pubblicata sui social. Bisogna inoltre ricordare che il Veneto, come altre regioni italiane, è stata una terra di povertà e di emigrazione fino al secondo dopoguerra.

Indagata dall’ordine dei giornalisti ma non ne fa parte

Si vogliono prendere provvedimenti contro di lei ma non risulta essere iscritta all’albo da nessuna parte. Lei stessa ha confermato di non essere una giornalista per scelta e che conduce programmi televisivi da vent’anni.

Durante il colloquio Sara Pinna afferma di essersi scusata personalmente con il bambino e con il padre per le frasi offensive e si definisce mortificata. Ha raccontato di essersi fatta dare il numero del padre e di avergli detto che il senso della frase è stato mal interpretato. Quello che le interessava maggiormente era come stesse il bambino.

Basterà per far cadere i provvedimenti? In diretta tv dire frasi offensive contro il proprio stesso popolo ad un bambino, senza essere iscritta nell’ordine dei giornalisti è grave abbastanza da essere tenuto in conto da chi di dovere.

 

Fabiana Tatti

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