“Risponda pure, noi riprendiamo dopo”: momenti d’imbarazzo alla Scala – cosa è successo?

Il direttore d’orchestra, Riccardo Chailly, ha interrotto lo spettacolo dedicato ai concerti verdiani tenutosi nel Teatro alla Scala di Milano. L’episodio è avvenuto ieri sera, a causa dello squillo di un telefonino nel bel mezzo del momento di “maggiore emozione” rovinando così l’atmosfera.

Il direttore ha subito interrotto l’esecuzione di “Patria oppressa” dal Macbeth, e riferendosi al proprietario del cellulare ha detto: ” Risponda pure, noi riprendiamo dopo”. Con la sua ironia, Chailly ha voluto dare una bella lezione allo spettatore che non ha rispettato la regola generale di tenere la suoneria spenta.

Dopo quanto detto prima ha voluto precisare i motivi del suo gesto:” Vedete amici, siamo in molti in questo grande viaggio Verdiano con l’orchestra e il coro della Scala, ma non siamo soli perché stiamo realizzando un’incisione per la Decca di Londra per cui saremo ancora molti di più. È una cosa importante. ‘Patria oppressa‘ con l’ostinato del telefonino non è possibile”.

La sua spiegazione è stata applaudita dal pubblico in platea dopodiché ha deciso di riprendere dall’inizio l’esecuzione.

Il teatro, un luogo da rispettare

In ogni posto in cui si va ci sono delle regole di buona condotta da seguire. In particolare quando si partecipa a questi eventi in teatri così importanti ma non solo. Alle entrate e prima degli spettacoli si avvisa più di una volta di spegnere le suonerie, anche nei cinema funziona così.

Tuttavia, il teatro alla Scala non è un cinema qualunque, può essere considerato un “luogo sacro“. Si tratta di pura arte e dietro c’è un notevole lavoro di preparazione per far sì che tutto sia perfetto. Durante queste serate si onorano pezzi che hanno fatto la storia. Si tratta di avere rispetto nei confronti non solo di opere di tale importanza ma anche di tutti i lavoratori che hanno studiato e si sono preparati al meglio per suonare, dirigere oppure organizzare la serata.