Invasione di “squali della terra” negli USA: un pericolo tossico per piante e animali – ecco cosa sono

Una nuova specie di vermi si sta diffondendo negli Stati Uniti nota come “squali della terra” o “vermi saltatori“. Il termine “squali” è dovuto a come agiscono: mangiano i loro rivali e lasciano i terreni sterili.

Si tratta di una vera e propria invasione che desta molta preoccupazione. I vermi, probabilmente, sono stati importati dall’Asia per usarli come esche per la pesca oppure sono riusciti a spostarsi grazie il trasporto di alcune piante.

La loro attività si concentra nella zona del Midwest degli Stati Uniti ma ora sta interessando anche la zona Nord-est. Il nome suggerisce che sappiano saltare ma non è così: sono in grado di scalare molto bene. Questa capacità permette loro di raggiungere edifici abbastanza alti.

Secondo il quotidiano Daily Star, lo scienziato Gale Ridge ha affermato che, a causa della loro azione, sono crollati muri di pietra nel New England.

Non solo saltatori ma anche un po’ “pazzi”

I “vermi saltatori” hanno caratteristiche diverse dalle altre specie e non a caso vengono chiamati anche “vermi pazzi“. Il comportamento è ciò che li contraddistingue. Si muovono velocemente, sono lunghi da 4 a 8 pollici, se si sentono minacciati possono perdere la coda, rimangono immobili se presi in mano e si moltiplicano molto più velocemente di altri vermi.

Danneggiano le radici delle piante e alterano la capacità del terreno a trattenere l’acqua. Oltre ad essere una minaccia per agricoltura, foreste e giardini, lo sono anche per gli uccelli che si cibano di loro. Questo tipo di vermi, infatti, ingerisce metalli pesanti velenosi, di conseguenza può intossicare altri animali. La preoccupazione va agli animali dello zoo poiché erano stati introdotti come mangime in alcune parti degli US.

Gli invasori sono in grado di aumentare le emissioni di gas serra dal suolo fino al 50%, una percentuale pari al doppio rispetto ai lombrichi dell’Europa. Non sopravvivono ai rigidi inverni, tuttavia le loro uova sì. Sono più attivi durante settembre e ottobre ma, con l’aumento delle temperature, c’è il rischio di un ulteriore aumento della loro riproduzione.