Secondo una notizia riportata da Zawya by refinitiv, la Tanzania ha confermato che nella regione meridionale di Lindi ci sono stati 20 casi di leptospirosi che ha causato tre vittime.
Ummy Mwalimu, il ministro della Salute, ha affermato che i campione da test dei pazienti in Ruangwa erano positivi per questa malattia.
Tra queste persone, quelli che presentavano sanguinamento dal naso, mal di testa, febbre e affaticamento sono risultate negative per Covid-19, Ebola e Marburg.
“Vorrei informare il pubblico che i test a campione dei pazienti, hanno confermato che l’epidemia è la febbre da campo da leptospirosi o ‘homa ya Mgunda’, come è noto in swahili” spiega il ministro.
Nonostante i casi accertati siano in tutto 20, le segnalazioni sono più alte di quel numero. Attualmente, oltre ad aver causato tre morti, ci sono due persone ricoverate in ospedale.
Mwalimu ha aggiunto dicendo: “Fino ad ora, nessun’altra persona tra i contatti ha mostrato alcun sintomo della malattia”.
Ma ora vediamo bene insieme che cos’è questa malattia, i sintomi e il trattamento.
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, la leptospirosi è un’infezione batterica causata da batteri di genere Leptospira.
I batteri possono essere trasmessi dagli animali agli esseri umani attraverso abrasioni della pelle o tagli nella pelle, naso, o gli occhi che vengono a contatto con l’acqua o il terreno contaminato con l’urina di animali infetti (i più diffusi sono i roditori). Tuttavia, la malattia non può essere trasmessa da un uomo ad un altro.
I sintomi possono essere leggeri e assomigliare a quelli di una semplice influenza oppure, in casi rari, possono portare a insufficienza renale o epatica, distress respiratorio o meningite. In altri casi ancora, le persone infette non presentano alcun tipo di sintomo. Ecco la lista di quelli più comuni:
Il tempo di incubazione va dalle due alle quattro settimane dopo l’esposizione, solitamente la persona colpita inizia a presentare subito febbre e altri sintomi.
Nei casi più gravi, la malattia può durare da pochi giorni a tre settimane o più. Se non viene trattata, il recupero può durare mesi.
I casi più lievi possono essere trattati attraverso antibiotici prescritti dal proprio medico, mentre nei casi più gravi con ricovero ospedaliero, è necessaria la somministrazione endovenosa.
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