Bambina di 7 anni bocciata alle elementari: i genitori fanno ricorso al Tar – la sentenza fa discutere

Una bambina di 7 anni frequentante la scuola elementare è stata bocciata dalle maestre senza possibilità di passare alla classe terza.

Tra i motivi della bocciatura anche l’elevato numero di assenze della bambina. Per questo motivo i genitori hanno deciso di fare ricorso al Tar di Puglia.

Il Tar ha deciso di sospendere l’esito dello scrutinio e ora richiede un ripensamento da parte degli insegnanti.

La decisione del Tar

I giudici sono arrivati a questa decisione per via dei problemi di salute della piccola. Quest’ultima, infatti, soffre di una grave forma d’asma che durante la pandemia l’ha costretta a frequentare il primo anno in dad.

Un approccio difficile per una bambina quello di iniziare la prima elementare davanti al computer. Il secondo anno, invece, è riuscita a frequentare in presenza assieme ai compagni di scuola da cui ora la bambina non vuole separarsi.

“La perdita di un anno scolastico in così tenera età, alla luce dell’esclusivo interesse della minore, costituisce un grave danno.” spiega il Tar, e continua dicendo “un’esperienza traumatica potrebbe danneggiare l’autostima della minore e incrinare il rapporto di fiducia nei confronti dell’Istituzione scolastica” e che “in ragione della bocciatura la bambina verrebbe allontanata dal gruppo classe nel quale si stava integrando”.

Secondo i giudici, i docenti non avrebbero tenuto conto “dell’età della bambina (anni 7), dello stato di salute (severa forma di asma) in cui versava la minore, attestato da certificazione medica comunicata all’istituto scolastico, della opzione dei genitori in favore della dad (evidentemente anche alla luce delle condizioni di salute della minore)”.

Inoltre hanno anche fatto sapere che la bambina ha comunque conseguito voti non negativi in varie materie.

Inoltre, per quanto riguarda le assenze dicono che “la frequenza scolastica nella scuola primaria di primo grado non rileva ai fini della validità dell’anno scolastico, non essendo contemplata tra i criteri di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo di istruzione”.