Wolfgang Petersen, famoso per “La storia infinita”, è morto a causa di un cancro al pancreas – chi era il noto regista?

Il noto regista tedesco Wolfgang Petersen famoso per i suoi film “La storia infinita”, “U Boot 96”, “Virus letale”, “Air Force One” e “Troy” è morto all’età di 81 anni.

Secondo quanto riferito da un portavoce, la causa del decesso è cancro al pancreas ed è mancato venerdì a Los Angeles.

Nel corso della sua carriera. il regista la lavorato con diverse celebrità tra cui Clint Eastwood, Dustin Hoffman, George Clooney, Harrison Ford e Brad Pitt.

Petersen lascia sua moglie Maria Antonietta, il figlio Daniel e sua moglie Berit, e due nipoti Maja e Julien.

Ma ora ripercorriamo insieme la vita del celebre regista e la sua scalata verso il successo grazie a film che rimarranno nella storia.

Chi era Wolfgang Petersen

Wolfgang Petersen è nato ad Emden, Germania, nel 1941. Il suo primo grande successo l’ha avuto grazie a “U Boot 96“, adattato all’omonimo romanzo sulla battaglia dell’Atlantico.

Il film in questione, gli ha permesso di ottenere due nomination all’Oscar nel 1983, compresa quella come miglior regista. L’anno successivo ha realizzato il suo primo film in lingua inglese per bambini “La storia infinita“, pellicola che la maggior parte di noi abbiamo almeno visto una volta.

Dopodiché, negli anni ’90, è passato al genere d’azione e catastrofico di Hollywood con il thriller “Nel centro del mirino” e “Virus letale“.

Glenn Close, in “Air Force One” ricorda che “Anche se la sceneggiatura era elettrizzante e incredibilmente intensa, ricordo molte risate, specialmente nelle scene attorno all’enorme tavolo nella War Room”.

Scrive di lui così: “Il mio ricordo è di un uomo pieno di gioia di vivere che stava facendo ciò che più amava di più fare”.

Negli anni 200 ha lavorato al fianco di Clooney nel film “La tempesta perfetta“, mentre con Brad Pitt nella pellicola “Troy“.

In memoria del regista, anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha scritto su Twitter: “La storia infinita di Wolfgang Petersen è giunta al termine. I suoi film continueranno a vivere, ben oltre la Germania. È il merito speciale di un narratore speciale”.