Si passano via Whatsapp foto e video di loro coetanee in cui mostrano il seno: si fanno chiamare la gang 18 e sono accusati di revenge porn oltre che di aggressione ai danni di una ragazza con ritardo cognitivo.
Il 29 marzo 2021 per la prima volta vengono inviati video e foto che mostrano parti intime di una delle fidanzate. Il video era stato fatto “per essere accettata”.
Si fanno chiamare la gang 18: un gruppo di quindicenni indagati per revenge porn. Nel marzo 2021 gli adolescenti avevano iniziato a scambiarsi video e foto di una ragazza di nome Marta, in cui lei mostrava il seno e appariva in modo provocante. La ragazza ha dichiarato di aver filmato il video in questione sono pressione da parte del fidanzato per sentirsi accettata.
Uno dei ragazzi coinvolti nell’indagine era già stato accusato di aggressione ai danni di una 17enne con ritardo cognitivo. Una volta iniziata l’indagine sull’aggressione, gli agenti hanno scoperto la storia di Marta e il suo tentativo di suicidio causato dalla vergogna dovuta alla condivisione dei suoi video.
Le ragazze a scuola avevano iniziato a discriminare e bullizzare Marta una volta che i video erano stati diffusi. Marta racconta di aver dovuto cambiare scuola a causa dell’atteggiamento dei compagni nei suoi confronti oltre che per i video privati che circolavano tra i compagni.
Purtroppo Marta non è l’unica vittima della gang 18: l’indagine della squadra mobile ha portato alla luce altri casi come quello di Marta. I quindicenni non si facevano scrupoli nel diffondere foto e video delle loro compagne di scuola, e di violare la loro intimità e privacy.
Negli ultimi anni sono stati molteplici i casi di revenge porn, soprattutto negli ambienti scolastici, sia ai danni di ragazzine che di insegnanti. La cosa sconcertante è che spesso sono le vittime a soffrine le conseguenze più ingiuste: lo stigma che viene attribuito alle ragazze che appaiono nei video e nelle foto spinge le vittime a volersi isolare, o addirittura a cambiare ambiente.
Spesso gli artefici del revenge porn restano impuniti, o le conseguenze sono molto lievi. Sicuramente rimane necessario un cambiamento: le vittime dovrebbero essere supportate e aiutate a combattere la vergogna, e sicuramente non derise e discriminate. I colpevoli invece, come in questo caso la gang 18, dovrebbero non avere più accesso alle piattaforme di condivisione, oltre che soffrire conseguenze penali.
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