La caserma dei carabinieri di Asso è stata teatro di una tragedia avvenuta lo scorso 18 ottobre. Il brigadiere Antonio Milia ha sparato tre colpi al suo comandate Donato Furceri.
Chi è il carnefice Antonio Milia e cosa lo ha portato all’uccidere il comandate? Chi è stato Donato Furceri?
Il brigadiere Antonio Milia ha ammazzato il suo comandate Donato Furceri lo scorso 18 ottobre. Dopo lunghi interrogatori Milia si è arreso e ha confessato il crimine: ha sparato tre colpi a sangue freddo al suo superiore.
Dopo una pausa dal servizio durata circa un anno per problemi psicologici Milia era tornato al lavoro da poco alla stazione dei carabinieri di Asso. Milia era stato ricoverato in psichiatria all’Ospedale di San Fermo della Battaglia (Como) dopo una diagnosi che aveva portato alla luce disagio psicologico. Una commissione medico ospedaliera lo aveva giudicato idoneo al servizio dopo una lunga convalescenza. Milia è sposato e ha tre figlie.
Donato Furceri, originario di Palermo, aveva 58 anni ed era comandante della caserma di Asso da più di un anno. Furceri si era trasferito ad Asso da Bellano, località sul lago di Lecco, dove aveva servito per 17 anni: il trasferimento gli era stato imposto dopo la scoperta di alcune relazioni definite ingombranti tra il comandante e alcune donne sposate.
Furceri rimaneva comunque una personalità rispettata all’interno dell’Arma: trasferendosi ad Asso aveva avuto la possibilità di conservare la sua integrità e continuare il suo lavoro. Furceri era sposato e aveva anche lui tre figli.
Dopo la sospensione per motivi psichiatrici Milia si dichiarava pronto a tornare in servizio, ma il comandante Furceri non era d’accordo riguardo la riammissione del brigadiere. I due hanno quindi iniziato una discussione piuttosto accesa fino a quando Milia ha perso il controllo e ha sparato al superiore.
Erano stati i vertici della Compagna di Como a sospendere Milia per via di alcuni comportamenti pericolosi e potenzialmente suicidi. Questo era accaduto in contemporanea con l’arrivo di Furceri ad Asso, nel febbraio 2021. Il 18 ottobre Milia era stato reintegrato ma Furceri lo aveva obbligato ad un periodo di ferie non essendo d’accordo con la decisione dei superiori. Questo avrebbe spinto Milia ad uccidere il comandante: rimane ora da vedere quale sarà la condanna inflitta al carnefice.
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