Esteri

Quali sono e dove si trovano le 102 stazioni segrete della polizia cinese? 11 sono in Italia

Nel mondo esistono 102 stazioni segrete della polizia cinese: 11 di esse si trovano in Italia. Sulla carta, il loro ruolo è quello di aiutare a velocizzare la burocrazia. Tuttavia, i servizi segreti italiani sono convinti che le stazioni segrete servano per spiare i cittadini all’estero e controllare i flussi di denaro.

Quali sono e dove si trovano queste stazioni di polizia segrete? Pechino non commenta la loro funzione, ma gli italiani hanno qualche idea.

102 stazioni di polizia cinese nel mondo: dove si trovano?

Se nel mondo queste stazioni di polizia sono 102, in Italia solamente sono ben 11, più che altrove. Si trovano distribuite nelle città principali: Milano, Roma, Firenze, Prato, Bolzano, Venezia e Sicilia. Gli atti ufficiali registrano che la funzione di tali uffici è quella di velocizzare le pratiche di burocrazia, per esempio il rilascio di documenti d’identità o patenti. In Italia si ha però un’altra idea riguardo la loro funzione: questi centri spiano i cittadini cinesi all’estero, controllano i flussi di denaro, e talvolta cercano di convincere i cittadini cinesi a tornare nella loro patria in modo illegittimo.

La presenza di questa stazioni di polizia segrete è stata rivelata dalla Ong Safeguard Defenders, la quale ha pubblicato un report che denunciava tali fatti. Si è poi venuto a a sapere che l’intelligence italiana sta compiendo alcuni accertamenti sulle funzioni di questi stabilimenti cinesi.

In particolare, l’intelligence ha indagato sulla presunta stazione di polizia presente a Prato, nel quartiere Chinatown. In tale zona sarebbe infatti presente un edificio con una porta ampia di ferro e delle tende verdi strappate. Secondo l’Ong quello sarebbe l’ingresso della stazione di polizia: impossibile guardare all’interno o addirittura entrare. La Questura di Prato ha svolto degli accertamenti ma nessun elemento particolare è emerso.

Qual è la vera funzione delle stazioni segrete?

Come menzionato, le stazioni di polizia segrete avrebbero perlopiù lo scopo di monitorare i cittadini cinesi all’estero, oltre che di tenere d’occhio i movimenti di denaro dall’Asia all’Europa.

La domanda che l’intelligence italiana si è subito fatta è perché le ambasciate o i consolati non possano occuparsi di queste faccende. I lavoratori di queste sedi non sono personale diplomatico, ma semplici cittadini cinesi volontari. Pechino non definisce tali centri come stazioni di polizia, ma come istituti per supportare e aiutare i cittadini cinesi all’estero.

Tuttavia, si è scoperto che la funzione principale è quella di impedire l’evasione fiscale dei cinesi all’estero. In aggiunta, i funzionari cercano di convincere i loro compatrioti a ritornare in Cina: la missione ha già avuto successo su 210 mila cittadini. La maggioranza degli uffici sono stati aperti nel 2016 e sarebbero ora presenti in 53 paesi.

Marta Zambonin

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