Cosa sappiamo di Maria Mesi, alias Tecla | I segreti dell’ex amante di Matteo Messina Denaro

Maria Mesi è uno dei nomi che intrecciano la complicata storia del boss Matteo Messina Denaro. La donna infatti sarebbe un’ex amante che vive ad Aspra, in una palazzina della frazione marinara di Bagheria. La relazione risalirebbe agli anni ’90.

Le lettere che i due si scambiavano coinvolgono due nomi: ‘U Siccu – pseudonimo di Denaro – e Tecla, come invece il boss chiamava la sua amante. Lei al contrario si firmava Mary o Mariella.
Il libro L’invisibile di Giacomo Di Girolamo racconta la storia tra i due amanti, dalla vacanza insieme in Grecia all’appartamento di periferia a Palermo.

Chi è Tecla? L’amante segreta del boss

Maria Mesi, nata nel 1965, è stata una dipendente della Sud Pesca, impresa di conservazione del pesce gestita da Carlo Guttadauro, uno dei fratelli alle dipendenze del condannato per mafia Michele Aiello. La sorella di Mesi faceva la segretaria presso Aiello e si pensa che proprio attraverso questo legame i due amanti abbiano avuto modo di conoscersi.

La relazione avrebbe preso il via nel 1994, con la vacanza in Grecia. Come descritto nel testo di Di Girolamo, la frequentazione nascosta sarebbe stata protratta in diversi ambienti, a partire da alcune abitazioni segrete nel siciliano per poi arrivare ad una villetta nei pressi di Bagheria. Sicuramente la latitanza di Denaro non costituiva un fattore semplice per la costruzione di un progetto di vita unitario, ma dalle epistole ritrovate la Mesi non pare aver avuto grandi rimostranze ad accettarlo.

“Ho pensato molto al motivo per cui non vuoi che viva con te. Credo di averlo finalmente capito. Capisco, ma non sono d’accordo. Ma siccome ti rispetto tantissimo, di conseguenza rispetto le tue scelte. Ti amo e ti amerò per tutta la vita. Tua per sempre, Mari”.

La condanna per favoreggiamento

A fronte della scoperta della relazione fra i due, gli inquirenti si sono interrogati sulla possibilità di muovere accusa nei confronti della Mesi per favoreggiamento nella latitanza di Denaro. Da alcune ricostruzioni sarebbe emerso che Tecla avrebbe adottato numerosi travestimenti che le permettessero di incontrarsi con il boss. “Il 30 aprile 1997, alle 23:30, camminava palesemente travisata con cappello, occhiali e mantella, di cui si liberava appena voltato l’angolo”.

La condanna rivolta a Mary – e in aggiunta anche al fratello Francesco, suo complice – è stata di 4 anni di carcere, non però totalmente effettuati dalla donna grazie alla riduzione per buona condotta. Francesco invece si trova ancora in stato di reclusione.

Nonostante ciò la famiglia Mesi continua ad essere nel mirino degli inquirenti in quanto potrebbe risultare fondamentale nella ricostruzione del percorso di latitanza del boss Matteo Messina Denaro.