Rosalia Messina Denaro – o Rosetta, come viene chiamata in famiglia – è la sorella del noto latitante e boss di Cosa Nostra Matteo, arrestato dalla polizia il 16 gennaio 2023.
Prima fra le quattro sorelle del capo clan – le altre sono Patrizia (già in carcere), Giovanna e Bice – la donna 68enne è stata arrestata dai carabinieri del Ros con l’accusa di associazione mafiosa.
L’operazione condotta dai carabinieri del comando provinciale di Trapani e dallo squadrone dei Cacciatori di Sicilia ha avuto come esito il fermo della donna nella storica abitazione di famiglia a Castelvetrano e l’arresto immediato nella notte di giovedì 2 marzo. La misura cautelare è stata disposta dal gip Alfredo Montalto.
A far sorgere i sospetti degli inquirenti sarebbe stato un pizzino – in gergo mafioso un biglietto scritto a mano con il quale i boss mafiosi fanno pervenire agli affiliati ordini o comunicazioni – scoperto dai carabinieri intenti a piazzare delle microspie nella casa della donna.
“[Questo] dimostra che la donna era stata passo passo resa edotta dal latitante della scoperta della malattia e di tutti i successivi interventi chirurgici, avendo avuto probabilmente più volte occasioni per incontrarlo di persona e sincerarsi delle sue condizioni di salute” – queste le parole del gip di Palermo in merito al bigliettino ritrovato.
E aggiunge: “È dunque certo che sia stata Rosalia ad annotare sul “pizzino” di volta in volta la progressione della malattia, le cure effettuate e le condizioni fisiche del fratello”.
Rosalia è la maggiore delle quattro sorelle di Matteo Messina Denaro, il famoso mafioso italiano capo indiscusso della provincia di Trapani. La donna però è anche madre di Lorenza Guttaduro – avvocato assistente del capomafia in occasione del processo – e Francesco Guttaduro, nipote prediletto di Matteo e condannato a 16 anni per associazione mafiosa. La donna è inoltre sposata con Filippo Guttaduro, anch’esso ancora in carcere – dopo 14 anni di reclusione – per scontare il cosiddetto ergastolo bianco.
Rosetta Denaro – sotto il nome di Fragolone – sarebbe stata per trent’anni la rete di comunicazione privilegiata per il boss latitante: le comunicazioni avvenivano attraverso i famosi pizzini, fogli su cui venivano appuntati messaggi da trasmettere agli affiliati mafiosi. E proprio uno di questi foglietti sarebbe stato la causa del suo arresto, trovato dai carabinieri del Ros durante una perquisizione.
L’appunto è stato fotografato dalla polizia giudiziaria in data 6 dicembre 2022 e successivamente rinvenuto nel medesimo luogo il giorno del suo arresto, ma con nuove informazioni. Questo confermerebbe i sospetti secondo cui la donna sarebbe stata la custode della cassa e della contabilità del boss.
Adesso non resta che attenderne il processo.
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