70 miliardi di lire.
È questa la cifra dell’impero di Silvio Berlusconi alla quale l’Antimafia non è ancora riuscita a dare una risposta.
Un nuovo documento giudiziario è in questi giorni al vaglio dei magistrati di Firenze per comprendere se vi sia un legame tra le casse di Fininvest e i boss di Cosa Nostra in relazione alle stragi del 1993 delle quali sono tutt’ora sconosciuti i mandanti.
L’importo versato tra il febbraio 1977 e il dicembre 1980 avrebbe raggiunto i 70 miliardi e mezzo di lire ma le origini sarebbero ancora sconosciute. E ciò che colpisce maggiormente è la modalità di versamento, in contanti.
Movimenti di capitale ignoti arrivati a Berlusconi proprio in occasione del lancio delle se aziende negli anni ’70 e ’80 dello scorso secolo. “Innesti finanziari nelle società che hanno dato vita al gruppo Fininvest” come vengono descritti nei documenti attualmente elargiti dalla procura di Firenze.
Inoltre ci si è soffermati sulle donazioni che per lungo periodo l’ex presidente del consiglio e direttore di Canale 5 avrebbe fatto al politico dell’Utri nel periodo compreso tra il 2012 e il 2021, per un ammontare di circa 28 milioni di euro. La causale di tali versamenti? Amicizia e riconoscenza.
Per i giudici Dell’Utri avrebbe consentito uno “specifico canale di collegamento” tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi. finanziando all’ex premier “una delle più promettenti realtà imprenditoriali di quel periodo che di lì a qualche anno sarebbe diventata un vero e proprio impero finanziario ed economico”.
I primi sospetti legati al Cavaliere risalirebbero alla prima inchiesta su una somma di denaro dall’origine ignota che era stata fatta recapitare a Milano nelle casse dell’imprenditore. I soldi sarebbero partiti da Stefano Bonate, il cosiddetto principe a capo dei boss palermitani. Eppure questa connessione non venne mai confermata né alcuna prova venne ritrovata.
Il flusso di soldi Berlusconi-Dell’Utri è continuato fino ai giorni nostri: nel 2015 un bonifico da un milione di euro è stato versato al figlio del politico,Marco Dell’Utri. Altri 2 milioni si aggiungeranno alle loro casse nel 2016, questa volta però sul conto della signora Ratti. Luglio 2017, altri 500 mila euro. 1,2milioni nel febbraio 2018, seguiti da 800 mila euro a marzo e altrettanti un anno esatto dopo, marzo 2019. Infine 1,2 milioni nel gennaio 2020 e 180 mila euro nel giugno 2021.
Ora i procuratori di Firenze Luca Turco e Luca Tescaroli cercano di far luce sul presunto ruolo di mandanti esterni delle stragi del 1933 a Milano e Firenze e degli attentati di Roma contro le basiliche di San Giorgio e San Giovanni. Accuse già smentite in passato e archiviate, ma che adesso saranno riprese in causa.
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