Kaja Kallas, primo ministro dell’Estonia da giugno 2021, paragona i bombardamenti russi contro l’Ucraina a quelli sovietici contro l’Estonia.

Lo dichiara in un tweet dal suo profilo ufficiale ricordando il drammatico bombardamento all’Estonia da parte dell’Unione Sovietica avvenuto 79 anni fa.

“79 anni fa gli aerei dell’Unione Sovietica bombardavano Tallinn e distruggevano quasi un quarto della città. Oggi vediamo la Russia usare la stessa strategia del terrore con l’Ucraina”, così scrive Kaja Kallas sul suo profilo Twitter.

La donna accusa Mosca di usare le stesse strategie che usava l’Unione Sovietica per combattere contro i nazisti in Estonia.

Nell’attacco di 79 anni fa più di 800 persone persero la vita nella città di Tallinn, la capitale dell’Estonia. I cittadini estoni si videro bombardati da quello che pensavano fosse il loro alleato e l’unica colpa che avevano era trovarsi in un paese occupato dall’esercito nazista e essere sottomessi alle loro regole.

Cosa succedeva 79 anni fa

Un mese dopo che scoppiava la seconda guerra mondiale, l’Estonia permise alle truppe dell’Unione Sovietica di stabilirsi nel paese. Nel 1940 il governo di sinistra pro Mosca dichiarò il paese repubblica sovietica e approvò l’adesione all’Unione Sovietica.

Nel 1941 le truppe di Hitler attaccarono l’Unione Sovietica e occuparono l’Estonia.

L’Unione Sovietica tornò in Estonia nel 1944 con l’obiettivo di riprendersi il territorio ma quello che successe fu un vero e proprio massacro di civili che vivevano sotto un regime non scelto dal loro e in un paese occupato. L’Estonia si era dichiarata sin da subito al fianco dell’Unione Sovietica e non aveva mai smesso di esserlo, anche mentre viveva sotto occupazione nazista e doveva stare alle regole dei tedeschi.

L’Unione Sovietica per riprendersi il territorio ha organizzato quella che oggi è conosciuta come l’Offensiva del Baltico, grande attacco sovietico sferrato sul fronte orientale tra il 1941 e il 1944. L’offensiva si concluse con la vittoria dell’Armata Rossa ma fu caratterizzata da scontri sanguinosi e moltissime vittime innocenti.

Gli attacchi durarono diversi anni: il primo raid avvenne nell’estate del 1941 e furono numerosi i bombardamenti che seguirono anche nel 1942 e 1943.

Il bombardamento più pesante accadde tra il 9 e il 10 marzo del 1944 a Tallinn, capitale dell’Estonia. In quell’occasione i sovietici interruppero l’approvvigionamento idrico e sganciarono migliaia di bombe sulla città. Il bombardamento causò numerosi incendi e le vittime ufficiali sono 757 persone, di cui 586 civili e 75 prigionieri di guerra. Sono 659 i feriti stimati e ben 25.000 persone rimasero senza tetto. Successivamente furono contate molte più vittime con un numero stimato di oltre 800 morti.

In quest’occasione le bombe sganciate furono 3068, di cui 1725 dirompenti e 1300 incendiarie, causano gravissimi danni e distruggendo un quarto della città.

L’incendio provocato dalle bombe causò moltissimi danni anche a causa dell’interruzione idrica, L’Unione Sovietica era riuscita a mettere fuori uso l’acquedotto cittadino per intensificare i danni arrecati.

La maggior parte delle bombe colpì obiettivi civili, furono distrutti teatri, chiese, cinema e gli Archivi della città. I danni alle strutture militari furono minori, solo con qualche istallazione danneggiata e magazzini di armi distrutti, per questo venne stabilito che il bombardamento aveva il solo scopo di colpire la popolazione e distruggerne il morale.