Cantautore, cabarettista e performer napoletano di 63 anni.
È venuto a mancare dopo aver subito – nell’ottobre del 2021 – una gravissima emorragia cerebrale che l’aveva allontanato dal proprio lavoro.
Lo ha annunciato ufficialmente la moglie, Flavia d’Alessio, con un post su Facebook: “Sono stati i mesi più difficili e dolorosi della nostra storia d’amore. Mesi in cui ho pregato e sperato che lui tornasse a casa da me e dai ragazzi e che tornasse tra le persone che lo amano e che in questi mesi ha pregato e sperato con me. La cosa più complicata è gestire il dolore. Federico è andato via in un’ora. È successo tutto velocemente”.
E annuncia la possibilità di partecipare ai funerali, i quali si terranno pubblicamente nella giornata di giovedì 20 aprile 2023 alle ore 12.20 nella Basilica di San Ciro a Portici, un piccolo comune di 50mila abitanti nella città di Napoli. “In un primo momento avevo pensato a una cerimonia privata ma non sarebbe stato giusto. Federico non avrebbe voluto. Le persone che hanno seguito Federico nella sua carriera artistica non sono semplicemente fans. Sono suoi amici. Tutti gli artisti che hanno collaborato con lui non sono stati solo colleghi. Sono i suoi amici. Mi sembra giusto dare a tutti loro la possibilità di un ultimo saluto a Federico. Cosa che non sono riuscita a fare io. Non sono riuscita a salutarlo. (…) Grazie a chi ci ha tenuto la mano e si è preso cura di Federico in questi mesi, medici, infermieri”.
Si divertiva a definirsi ‘cantattore’, un mix delle arti che gli piacevano di più. In fondo neppure lui sapeva bene in che modo declinarsi. Le sue performances erano un connubio unico e autentico tra intrattenimento e musicalità.
Facendo le fila dei suoi successi, si possono contare un totale di 17 album e 9 libri, tutti con sfondo moralistico e colmo di satira ed ironia. Era proprio questo il suo marchio di fabbrica.
Tra i tanti meriti, è stato il primo napoletano a vincere due dischi di platino nel 1995 con le sue 500.000 copie vendute.
L’affermazione avvenne nel 1994 grazie alla partecipazione in veste di ospite al programma Maurizio Costanzo Show, nel quale ha portato in scena tutta la sua originalità grazie alla vittoria nel concorso BravoGrazie. Poi, tra le sue apparizioni televisive più celebri, la partecipazione del 1996 al Festival di Sanremo, nel quale si presentò con il brano Sulla porta, la storia di un ragazzo omosessuale cacciato di casa dalla famiglia a causa del coming out. Si classifica tredicesimo.
Legatissimo alla sua Napoli, ha sempre cercato di portare con sé le rivendicazioni legate alla città, denunciandone lo stato d’abbandono nelle sue canzoni satiriche dallo sfondo umoristico.
Era stata un’icona degli anni ’80, un genio indiscusso della performance teatrale, nella quale la canzone e lo spettacolo si fondevano brillantemente in un’unica arte. Ed è così che i suoi fan vogliono ricordarlo. Centinaia i messaggi di sostegno alla famiglia, dopo l’annuncio della morte.
“Per quelli della mia generazione sei stato un mito” si legge su Twitter, e ancora “Azz’ che brutto scherzo ci hai combinato”, in ricordo proprio al suo album umoristico ‘Azz…, un capolavoro che rimarrà nella storia della comicità napoletana.
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