Giunti ormai alle fasi conclusive della edizione di quest’anno della UEFA Champions League, le squadre ancora in corsa sono sempre meno. Sono ben tre le italiane ancora in corsa, anche se dopo questa sera una tra Milan e Napoli sicuramente abbandonerà a competizione. Ripercorriamo insieme tutte le finali di questa competizione che coinvolgevano le squadre tuttora in corse per questa edizione. Da notare come siano incluse anche squadre che probabilmente saranno eliminate visto il risultato dei match di andata che le hanno viste impegnate (come il Bayern), ma ci è sembrato giusto includerle dato che, come sappiamo, nel calcio non c’è mai nulla di scontato.
Il primo di questi salti nel passato ci porta a tempi davvero remoti e in cui la coppa si chiamava ancora Coppa Dei Campioni. Partita molto significativa, con il senno di poi, dato che coinvolgeva quelle che sarebbero in futuro state le due regine della competizione. Era la terza vittoria di fila nella competizione per il Madrid, che ne avrebbe vinte 5 di seguito (ancora un record). Era una squadra incredibile, con talenti considerati tra i più forti di sempre, come Di Stefano, Puskas e Gento. Il Milan, che pure schierava giocatori fortissimi, tutt’oggi ricordati, come Liedholm o Schiaffino, si era dovuto arrendere a questa corazzata dopo i tempi supplementari e la rete decisiva di Francisco “Paco” Gento. Marcatori: 24′ Schiaffino (M), 29′ Di Stefano (R), 33′ Grillo (M), 34′ st Rial (R), 2′ Gento (R)
Il Real Madrid era più o meno lo stesso delle 5 Coppe di fila, ma nella finale del 61/62 si trova la squadra vincitrice dell’edizione precedente e in grado di interrompere la serie di vittorie dei Blancos: il grande Benfica di Eusebio. Ferenc Puskás segna la sua seconda tripletta in finale di Coppa dei Campioni con la maglia del Real Madrid. Deve, però, arrendersi a Eusébio, la cui doppietta a Amsterdam risulta decisiva nella difesa del titolo del Benfica. I portoghesi sono sotto 3-2 all’intervallo, ma pareggiano con Mario Coluna nella ripresa, prima che la stella nascente Eusébio chiuda la gara con due staffilate. Marcatori: 18′, 23′ e 39′ Puskas (M), 25′ Aguas (B), 33′ Cavem (B), 50′ Coluna (B) e 64′ 69′ Eusebio (B).
Primo successo per il Milan, e per una squadra italiana, nella competizione. Il tutto con la soddisfazione di battere in finale una squadra storica, che arrivava da due successi consecutivi nella competizione. Era più o meno lo stesso Milan che qualche anno prima aveva perso la finale con il Real, con qualche aggiunta importante del calibro di Trapattoni e soprattutto Altafini e Rivera. Dopo il vantaggio del solito Eusebio, l’attaccane brasiliano del Milan Altafini si scatenava con una doppietta che regalava il primo successo continentale ai rossoneri. Marcatori: 18′ Eusebio (B), 58′ e 67′ Altafini (M).
Al Prater Stadion di Vienna, il 27 maggio 1964, si è svolta una partita indimenticabile: la prima finale della Grande Inter, la formazione guidata dal presidente Angelo Moratti e dall’allenatore Herrera. Questa squadra aveva superato Everton, Monaco, Partizan e Borussia Dortmund per raggiungere la finale. L’avversario era l’iconico Real Madrid, con campioni del calibro di Di Stefano, Puskas e Gento. Il doppio vantaggio Interista con Mazzola e Milani consentiva di giocare con sufficiente tranquillità anche quando il Madrid accorciava le distanze con Felo. La chiudeva dopo poco il solito Mazzola. Marcatori: 43′ e 77′ Mazzola (I), 61′ Milani (I), 70′ Felo (M).
Seconda finale e seconda vittoria consecutiva per la Grande Inter, sempre contro una delle squadre più rappresentative di quegli anni: il Benfica di Eusebio. Nella sfida contro i portoghesi, noti per la loro ottima tradizione europea (quarta finale in cinque anni), il campo era particolarmente inzuppato dalla pioggia. Herrera, il campione in carica, fece il suo debutto dagli ottavi eliminando Dinamo Bucarest, Rangers e Liverpool. L’episodio decisivo si verificò al minuto 43, con protagonisti Jair, giocatore nerazzurro, e il portiere avversario Costa Pereira. Marcatori: 43′ Jair (I).
Terza finale tra quelle qui considerate che coinvolge la squadra della capitale portoghese. Squadra particolarmente sfortunata anche dato il numero importante di finali perse. Il Milan era in questo caso una formazione decisamente più forte. Stiamo infatti parlando del grande Milan di Sacchi, indubbiamente una delle squadre più forti e iconiche di sempre. Basti guardare agli interpreti in campo: Maldini, Baresi e i tre olandesi, per citare solamente i fenomeni generazionali. Finale abbastanza dimenticabile sul piano del gioco, la decideva una rete di Rijkaard a metà secondo tempo. Marcatori: 68′ Rijkaard (M).
I nerazzurri tornano sul tetto d’Europa dopo 45 anni dall’ultima Coppa dei Campioni in bacheca e a distanza di 12 anni dal titolo in Coppa UEFA, in una stagione incredibile con José Mourinho alla guida. È stata la stagione del Triplete, con la vittoria dello scudetto, della Coppa Italia e della Champions League nel formato attuale. L’epico momento si è verificato il 22 maggio 2010, al Bernabeu, e l’eroe indiscusso non poteva che essere il Principe, Diego Milito, autore di una splendida doppietta nel match decisivo. Marcatori: 35′ e 70′ Milito (I).
Il Bayern aveva un’opportunità straordinaria di vincere il quinto titolo europeo di fronte al proprio pubblico. Thomas Müller apriva le marcature a soli 7′ dalla fine, portando il trofeo a portata di mano per i bavaresi. Tuttavia, Didier Drogba del Chelsea aveva altre idee e segnava il pareggio a soli 5′ dal termine del tempo regolamentare. Quando Petr Čech parava il rigore di Arjen Robben all’inizio dei supplementari, la fortuna sembrava aver voltato le spalle al Bayern, che arrivava demoralizzato ai calci di rigore. Juan Mata sbagliava per il Chelsea, ma Ivica Olić e Bastian Schweinsteiger vedevano i propri tiri parati dal dischetto, e consegnavano a Drogba l’opportunità di segnare il rigore decisivo e di portare il trofeo a Londra. L’Ivoriano non si faceva impressionare dal momento e regalava ai londinesi la loro prima Champions League. Marcatori: 83′ Müller (B), Drogba 88′ (C).
Giungiamo all’ultima delle finali disputate tra le squadre ancora presenti nel tabellone dell’attuale UCL, la più recente. Finale di due edizioni fa, un’edizione particolarmente condizionata dalla pandemia (record per i pochi spettatori: soltanto 14.110). Il Manchester City di Guardiola aveva la possibilità di vincere la sua prima Champions, ma si faceva sopravanzare dal cinico Chelsea di Thomas Tuchel dopo una partita nervosa. A spuntarla erano infatti i londinesi, grazie alla rete del tedesco Havertz poco prima dello scadere del primo tempo. Marcatori: Havertz 42′ (C).
Scopriamo insieme quali sono stati i referendum più rilevanti in cui gli italiani sono stati…
19 marzo, festa del papà: ma è davvero un evento felice per tutti i padri?…
Fedez ha deciso di schierarsi con la destra dopo essere stato per anni simpatizzante della…
Perché il film con Timothée Chalamet non ha vinto nemmeno un premio Oscar? Ecco perché…
E se le icone delle app che siamo abituati ad usare quotidianamente nascondessero dei richiami…
La nave russa Arctic Metagaz con a bordo 900 tonnellate di gasolio e gas liquido…