Esteri

Elezioni Turchia 2023, Erdogan verso la sconfitta? | Un quadro dei partiti candidati alle politiche

Si svolgeranno il 14 maggio le elezioni presidenziali in Turchia per il rinnovo della Presidenza della Repubblica.

L’uscente presidente Recep Tayyip Erdogan – esponente del Partito della Giustizia e dello Svilupo (AKP) – vedrà fronteggiati altri tre candidati: Kemal KılıçdaroğluPartito Popolare Repubblicano (CHP) – Muharrem IncePartito della Patria (MP) e Sinan OganPartito del Movimento Nazionalista (ATA).

Nello stesso giorno si terranno anche le elezioni parlamentari per decidere quali partiti accederanno di diritto alla Grande Assemblea Turca in veste di deputati. Saranno i cittadini a votare i loro candidati favoriti.

Ecco un quadro della situazione politica turca

Partendo dalla situazione partitica presente nel Paese turco, ecco tutti le coalizioni attualmente esistenti.

  • Destra: per quanto riguarda la destra politica, in Turchia la coalizione per eccezione è definita Alleanza del Popolo, la quale al suo interno include il Partito della Giustizia e dello Sviluppo – collettivo dell’attuale Presidente Erdogan – e l’estremismo del Partito del Movimento Nazionalista. Caratteri distintivi di questi gruppi sono il forte conservatorismo sociale e il nazionalismo.
  • Centro: i partiti del centro sono racchiusi nella cosiddetta Alleanza della Nazione, che include varie sfumature politiche. Dal Partito della Felicità (destra) conservatore, al Partito Democratico (centro-destra) caratterizzato da un forte liberalismo, al Buon Partito (centro) del nazionalismo turco, al Partito Popolare Repubblicano (centro-sinistra) della socialdemocrazia.Esiste un altro partito di centro che però non entra a far parte dell’Alleanza della Nazione e si chiama Partito della Patria, fondato sul kemalismo, ovvero l’ideologia della lotta di liberazione nazionale turca guidata originariamente dal generale Mustafa Kemal nella prima metà del XX secolo.
  • Sinistra: non presenta una vera alleanza, ma è rappresentata da un unico partito di nome Partito Democratico dei Popoli, il quale incarna l’unico leader del socialismo democratico.

Una volta delineati i margini del modello partitico turco, arriviamo quindi ad introdurre i protagonisti delle elezioni presidenziali che avranno luogo il 18 maggio 2023.

A lasciare (forse) il suo ruolo di presidente della Turchia c’è Recep Tayyip Erdogan, fondatore del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) di destra, il suo mandato dura dal lontano 28 agosto 2014, nel quale è stato eletto a ricoprire tale posizioni dopo essere stato primo ministro per ben 9 anni (dal 2003).

A sfidarlo vi sono tre candidati.

Il primo, Kemal Kılıçdaroğlu, è un esponente del Partito Popolare Repubblicano (CHP) di centro.

Il secondo, Muharrem Ince, appartiene invece al Partito della Patria (MP) , anch’esso centro ma non afferente ad alcuna alleanza – come invece avviene nel caso del Partito Popolare legato nell’Alleanza del Popolo – e fondato sui principi del kemalismo.

Il terzo ed ultimo, Sinan Ogan, è il leader del Partito del Movimento Nazionalista (ATA), anch’esso di destra come nel caso dell’AKP dell’uscente presidente.

Attualmente i sondaggi mostrano favorito il candidato Kemal Kılıçdaroğlu, in vantaggio di circa 10 punti percentuali rispetto ad Erdogan. Per questa ragione le elezioni di questo maggio sono state considerate quali “le più importanti della storia della Turchia”, in quanto ci potrebbe essere l’effettiva possibilità di un ribaltamento della conduzione politica dopo i 20 anni continuativi di governo (tra primato fra i ministri e presidenza) dell’esponente di destra.

Giulia Deledda

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