Continuano le proteste in Francia.
Questa volta a scatenare l’ira dei manifestanti è stato il progetto di un’autostrada nel sud-ovest del paese. L’autostrada in questione collegherebbe le città di Tolosa e Castres.
Molti considerano il progetto dell’A69 superfluo e anti ecologico, oltre che ingiusto a livello sociale. Il pezzo del tragitto è infatti oggi percorribile con una strada statale gratuita in poco più di un’ora. Dopo la costruzione dell’autostrada, lo stesso tratto di strada potrebbe arrivare a costare fino a 17 euro andata e ritorno.
Secondo gli attivisti inoltre, costruire questo tratto autostradale porterebbe alla perdita di terreni agricoli e metterebbe a rischio la biodiversità di tutta la zona. I 53km di autostrada distruggerebbero 2.000 alberi e l’habitat circostante, arrecando gravi danni ambientali. Si parla inoltre di 400 ettari di campi persi.
I protestanti hanno marciato per 12 chilometri lungo il tracciato previsto per l’autostrada, denunciando il “progetto anacronistico” e hanno eretto un muro con blocchi di cemento lungo 5,2 metri.
Protesters in France have gone next level and blocked the A69 highway with concrete blocks.
by u/ferrelle-8604 in Damnthatsinteresting
Oltre 8.200 protestanti si sono riuniti sabato scorso 23 aprile vicino Saix, comune francese nel sud della Francia.
I protestanti si sono riuniti per impedire la costruzione della nuova autostrada A69 di 53km che sarebbe destinata a collegare le città di Tolosa e Castres. I partecipanti hanno prima creato un muro di persone e sono poi passati a creare un vero e proprio muro con tanto di blocchi di cemento.
Nonostante gli organizzatori abbiano comunicato un gruppo complessivo di 8.200 persone, le autorità hanno comunicato una cifra ben diversa. Le forze dell’ordine hanno infatti dichiarato che i partecipanti alla protesta erano in totale circa 4.500, quasi la metà del numero indicato dagli organizzatori.
La protesta è avvenuta insieme a molte altre proteste nel mondo in occasione del Giorno della Terra, che si celebra ogni anno il 22 aprile. La più nota tra le proteste è stata quella di Londra, dove milioni di persone si sono ritrovate per marciare in onore del pianeta e per far sentire la loro voce chiedendo un maggiore rispetto per la natura e l’ambiente che ci circonda.
Le persone che hanno partecipato alla protesta considerano il progetto dell’A69 come un passo indietro e non un miglioramento per la società. In particolare Sandrine Rosseau, economista e politica francese che ha partecipato alla protesta, ha dichiarato che “il progetto sembra risalire a 30 anni fa o anche di più, quando costruire nuove strade era visto come un investimento intelligente”.
La protesta avviene in un momento particolarmente complicato per la Francia. Il clima sociale nel paese è teso a causa di numerosi scioperi contro la riforma delle pensioni.
Nel clima agitato che si respira ora in Francia, la protesta è stata sorvegliata dalle autorità, che temono che questa insieme alle altre proteste che stanno avvenendo nell’ultimo periodo nel paese possano sfuggire di mano e dare luogo a nuovi disordini.
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