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Chi è Andrea Vavassori? L’anti- personaggio che a 27 anni coglie la prima vittoria nel main draw di uno Slam

Andrea “Wave” Vavassori, un nome familiare tra gli affezionati appassionati del circuito “minore”, si sta facendo spazio anche nel circuito principale. Non solo un doppista, Vavassori ha sempre creduto nelle sue capacità di giocatore singolo. Ora le sue scelte stanno iniziando a pagare. Stanno infatti arrivando i primi risultati al livello più alto possibile el mondo del tennis: i tornei del Grande Slam. Scopriamo meglio la figura di questo ennesimo protagonista della rinascita del movimento tennistico italiano: sempre più profondo e con tanti ragazzi talentuosi e che popolano i main draw dei più importanti tornei mondiali.

I visibili miglioramenti

Questa stagione ha visto la sua transizione dal circuito challenger al circuito principale, quello ATP.  Questa è culminata con la qualificazione al Roland Garros dopo una prestazione straordinaria contro Tabilo. Ma è solo l’inizio di un processo di miglioramento costante, che ha avuto inizio con i suoi successi nel doppio, compresa la sua prima vittoria nel circuito maggiore a Stoccolma lo scorso autunno. Oggi, Vavassori ha ottenuto una vittoria epica, aggiudicandosi il primo match di uno slam in carriera. Questo risultato è ancora più speciale considerando il valore dell’avversario, Kecmanovic, classificato al numero 37 nel mondo. La partita è stata vinta dopo una battaglia di 5 ore e 10 minuti e un super tie-break. Questa incredibile durata l’ha posizionata anche tra le più lunghe in assoluto nella storia del torneo parigino.

Lo stile di gioco

Vavassori è noto per la sua mente strategica e il suo gioco di attacco, che è in grado di adattare anche ai campi in terra battuta. Questa abilità tennistica è stata influenzata dal suo amore per i grandi del passato come Sampras, Rafter e Rusedski, di cui il padre gli faceva vedere i match su videocassetta quando era bambino. Vavassori ha sempre cercato di bilanciare il suo impegno nel doppio con qualche torneo in singolare, e sebbene sia al 44º posto nel ranking del doppio e al 148º posto in singolare, è al best ranking in entrambe le specialità. Tuttavia, per fare il salto di qualità nel doppio, ha bisogno di un partner stabile, cosa che non è facile da trovare. Quest’anno ha vinto due titoli importanti con Pellegrino a Santiago del Cile e con Demoliner a Marrakech. Ma le sue soddisfazioni più grandi le ha ottenute con l’amico di una vita, Lorenzo Sonego, con il quale ha condiviso molto nel loro percorso di formazione tennistica.

Una mentalità da vincente

Etica, lavoro, dedizione e fiducia nelle proprie capacità sono tratti comuni tra i membri della squadra azzurra, di cui Vavassori fa parte. Nonostante le sue abilità retrò, Vavassori ha molte armi nel suo arsenale e sta imparando ad usarle con precisione. Il suo stile di gioco serve and volley è solo una delle tante opzioni che ha a disposizione. Ha dimostrato di saper lottare e soffrire sulla terra rossa, di saper utilizzare le diagonali senza fretta e senza cercare sempre la variazione immediata del gioco. Andrea è un ragazzo che vive il tennis 24/7, un professionista esemplare che rappresenta il duro lavoro che porta a risultati significativi. Un vero e proprio esempio di etica del lavoro insomma, come appare anche aprendo il suo profilo Instagram. Questo risulta infatti privo di frivolezze o di scatti da rivista patinata, ma pieno invece di contenuti tennistici, passione che condivide con il resto della famiglia.

Andrea Vavassori è sulla cresta dell’onda, cavalca l’entusiasmo che può portarlo lontano nel torneo parigino, grazie anche al suo status di underdog. Nel prossimo turno, affronterà un altro qualificato, l’argentino Olivieri, classificato al numero 231 nel mondo. Un match che sembra essere alla sua portata.

Leonardo Gianelli

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