È possibile che una pop star sia in grado di far aumentare il tasso di inflazione di un’intera nazione? Sì, almeno se la pop star in questione è Beyoncé. Sembra surreale, ma è proprio ciò che è successo in Svezia: a quanto pare, la scelta da parte della cantante americana di far cominciare il proprio Renaissance World Tour (il primo organizzato a distanza di cinque anni dall’ultimo, On The Run II, insieme al marito Jay Z) proprio dalla capitale svedese ha provocato delle conseguenze assolutamente impreviste in tutto il territorio nazionale, una vera e propria reazione a catena che avrebbe fatto aumentare l’inflazione del paese scandinavo più di quanto indicato dalle stime della banca centrale: il dato infatti, tra aprile e maggio, sarebbe aumentato di almeno 0.2 punti percentuali.
Ad evidenziarlo è stato uno studio di Michael Grahn, capo economista della Danske Bank in Svezia, intervistato da BBC e Financial Times. Secondo Grahn, le prime due date della tournée mondiale della pop star, il 10 e l’11 maggio scorsi, hanno fatto riversare nel cuore della Svezia ben 92.000 persone, la maggior parte delle quali non residenti nella nazione. Il paese, infatti, nonostante sia geograficamente molto esteso, è popolato soltanto da circa dieci milioni e mezzo di abitanti. Stoccolma in particolare, conta circa un milione di abitanti. Pertanto, i fan che sono accorsi da tutti il mondo alla città svedese, tutti negli stessi giorni, hanno ovviamente pernottato in hotel, ostelli, pensioni e bed and breakfast, spendendo il loro denaro in negozi locali e mangiando in bar e ristoranti.
Moltissimi spettatori infatti, non sono arrivati solo da altri paesi europei, ma sono giunti da oltreoceano per assistere agli spettacoli di Queen B, anche per via della ‘debolezza’ della valuta svedese e dei prezzi più bassi dei biglietti, approfittandone per fare una piccola vacanza. I due concerti di Stoccolma hanno registrato il tutto esaurito: alcuni fan sono addirittura stati costretti a rimanere fuori dalla capitale a causa del riempimento totale degli alberghi in città.
Questo picco improvviso dei consumi ha chiaramente fatto aumentare vistosamente i prezzi in città e nei paesi limitrofi, con conseguenze, sostiene sempre Grahn, che si sono straordinariamente propagate, in maniera rapidissima, sull’intera nazione: “Beyoncé è responsabile di questa impennata: certo è abbastanza clamoroso, considerato che si tratta di un singolo evento. Non abbiamo mai visto prima una cosa simile.”
Dopo Stoccolma, il tour della popstar statunitense ha interessato altre città europee, tra cui Londra, Barcellona e Marsiglia, e passerà da Amsterdam, Amburgo, Francoforte sul Meno e Varsavia prima di spostarsi in Nord America da luglio. In Svezia, tuttavia, l’“allarme concerti” prosegue. Secondo quanto riporta il Corriere, l’economista di Swedbank, Andreas Wallström ha espresso preoccupazione riguardo alle tre serate di Bruce Springsteen previste a fine giugno a Göteborg, che potrebbero provocare un “effetto-Beyoncé” anche in questo caso. Non ci resta che vedere se si verificherà anche questa volta un’eventualità così straordinaria.
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