Scienza

Scoperti 25 nuovi segnali radio ripetuti | Perché è una scoperta importante?

Circa un mese fa, alcuni astronomi hanno annunciato la scoperta di 25 nuovi segnali radio ripetuti che provengono dallo spazio profondo.

Gli astronomi della McGill University di Montreal hanno sottolineato che questi nuovi impulsi radio, conosciuti come lampi radio veloci (FRB), portano a quota 50 il numero totale di fonti FRB ripetute e potrebbero avvicinare gli scienziati a risolvere uno dei misteri più affascinanti dell’universo.

Questi segnali sono delle esplosioni radio che emettono più energia in un millisecondo di quanta ne emetta il Sole in tre giorni.

Per arrivare alla loro identificazione, gli scienziati hanno setacciato i dati del CHIME, un radiotelescopio di nuova generazione. “Ora possiamo calcolare con precisione la probabilità che due o più esplosioni provenienti da luoghi simili non siano solo una coincidenza. Questi nuovi strumenti sono stati essenziali per questo studio e saranno anche molto utili per ricerche simili in futuro”, hanno affermato gli astronomi.

Ancora non si conosce l’origine dei segnali, ma sono moltissimi gli esperti in tutto il mondo che stanno studiando il fenomeno.

È da circa 60 anni che gli scienziati studiano il cielo alla ricerca di segnali radio che potrebbero essere di origine artificiale e non naturale. Il cosmo produce infatti naturalmente delle onde radio, che però sembrerebbero diverse da quelle prodotte artificialmente.

Si ipotizza che le onde radio extraterrestri siano molto simili alle trasmissioni che l’uomo usa per comunicare. Tali segnali rientrerebbero in una gamma molto ristretta di frequenze radio e avrebbero anche una caratteristica “deriva” in grado di indicare che la fonte del segnale si sta avvicinando o allontanando dalla Terra, ossia che proviene da un oggetto cosmico distante come un pianeta in orbita attorno a una stella.

Dal segnale terrestre all’affascinante scoperta

La scoperta è stata possibile grazie a una precedente scoperta del 2020.

In quell’anno gli astronomi che lavorano alla ricerca di segni di vita extraterrestre hanno rilevato un segnale radio non decifrato che sembrava provenire dalla stella più vicina al Sole. Un anno dopo, due studi pubblicati su Nature Astronomy hanno dimostrato che in realtà si trattava di un segnale di origine terrestre. Nonostante la delusione iniziale, la scoperta fu utile per affinare il metodo scientifico e captare ulteriori segnali misteriosi nel 2022 e 2023.

È molto difficile per gli scienziati capire la provenienza di questi segnali, perché solo la tecnologia umana produce segnali di questo tipo. Il nostro Wi-Fi, i nostri ripetitori e il GPS producono gli stessi segnali che stanno cercando gli astronomi, il che rende difficile capire se un segnale proviene effettivamente dallo spazio o se si tratta di un segnale terrestre frutto della nostra tecnologia.

Adesso, grazie alla scoperta di questi nuovi 25 segnali ripetuti, la scienza fa un ulteriore passo avanti. Si tratta di un’importantissima scoperta, considerando il fatto che solo il 2,6% di tutti i lampi radio velici si ripetono. Prima della recente scoperta, di oltre 1.000 FRB rilevati fino ad oggi solo 29 sono stati identificati come ripetitivi in natura. Inoltre, praticamente tutti gli FRB ripetuti si sono ripetute in maniera irregolare, il che complica ulteriormente gli studi degli esperti.

Eleonora Colangeli

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