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Cos’è il Fediverso, la nuova alternativa open source ai colossi del social networking?

Qual sarà la forma del futuro di Internet? Secondo le Big Tech i cambiamenti saranno numerosi e di vario tipo. Nessuno di questi però sembrerebbe volto a creare ambienti meno tossici e maggiormente trasparenti. Tuttavia, esaminando gli angoli meno frequentati del web che si riconoscono nel nome di “Fediverso“, si intravede il potenziale di un’alternativa meno superficiale.

Il Fediverso

Comprendere il concetto di Fediverso non è semplice per chi è abituato ai social network come Facebook, Instagram o Twitter. Senza dubbio, la più famosa tra queste alternative è Mastodon, un ambiente digitale simile a Twitter, verso il quale trentamila persone si sono spostate a fine aprile dopo l’annuncio dell’acquisizione della piattaforma da parte di Elon Musk. Tuttavia, Mastodon rappresenta solo una parte di un sistema più ampio e decentralizzato di server indipendenti chiamati “istanze”. Su queste istanze vengono ospitati spazi digitali basati su software open source che possono assomigliare a piattaforme di microblogging come Mastodon, Pleroma e Misskey, forum come Lemmy, e ambienti che ricordano effettivamente Facebook (Friendica, Hubzilla), YouTube (Peertube) o Instagram (Pixelfed).

Le principali differenze con le piattaforme più note

La differenza principale è che questi server federati, non appartenendo a nessuna azienda e non perseguendo scopi di lucro, offrono un’esperienza completamente diversa da quella cui siamo abituati oggi. In primo luogo, consentono agli utenti di avere un controllo molto maggiore sui servizi che utilizzano e sui dati che condividono. Inoltre, le comunicazioni tra i vari spazi digitali sono più fluide grazie ai protocolli di comunicazione basati su standard aperti.

In pratica, ciò significa che è possibile seguire i post pubblicati da altre persone su altri server senza doversi iscrivere a ogni singolo server. È simile al fatto che non è necessario possedere un account Gmail per inviare una email a qualcuno che utilizza quel servizio. Infine, l’assenza di algoritmi di raccomandazione elimina completamente i suggerimenti promozionali o tematici. Il sistema è stato infatti creato per favorire l’interazione genuina tra gli utenti, senza le finalità di marketing che si nascondono dietro la logica degli influencer.

Il Fediverso spiegato da una figura di spicco di quello italiano

Francesco Macchia, fondatore di due istanze (Poliverso.org e Feddit.it) e moderatore della più grande istanza italiana (mastodon.uno), lavora da tempo per spiegare tutto ciò a coloro che iniziano ad interessarsi al fediverso, che sia per sfuggire al futuro prospettato da Musk o per semplice curiosità. In un’intervista a Wired Italia, Macchia spiega che l’ostacolo più grande è far capire che, anche se gli utenti del fediverso sono meno numerosi rispetto ai grandi social, è possibile intrattenere un numero maggiore di interazioni rispetto alle piattaforme commerciali.

Nei social tradizionali, afferma Macchia, gli utenti sono immersi in una vasta platea di miliardi di utenti, ma non si rendono conto che le interazioni che intrattengono avvengono sempre e solo con un numero ristretto di persone, poiché gli algoritmi presentano loro sempre i messaggi degli stessi utenti. Le persone credono di abitare nella metropoli più importante, ma in realtà stanno solo facendo un giro in un pullman con gli stessi compagni di viaggio.

Macchia, rivolgendosi alle molte persone interessate a Mastodon, ha paragonato il passaggio dai social centralizzati ai social del fediverso a un passaggio dalla scuola all’università. Nella scuola, ci si trova in un’aula con le stesse persone per imparare dagli stessi insegnanti, insegnanti che non sono stati scelti personalmente. Nell’università, invece, si sceglie l’ateneo, la facoltà, il corso di laurea e si possono selezionare i corsi in base ai professori o viceversa. Si può spostarsi da un’aula all’altra e si incontrano persone diverse ad ogni corso, alcune delle quali provengono da altri corsi di laurea, altre da altre facoltà o addirittura da altre università.

L’universo italiano e l’esempio di Mastodo.uno

L’universo italiano del fediverso conta numerose istanze che abbracciano una vasta gamma di interessi e tematiche. Mastodon rappresenta una delle piattaforme più popolari, con oltre tremila istanze solo in Italia e oltre settemila nel fediverso in generale. In Italia, l’istanza mastodon.uno è particolarmente frequentata ed adotta un approccio unico alla moderazione. Le regole sono state stabilite dall’amministratore dell’istanza, discusse e condivise con i moderatori e sottoposte a una consultazione pubblica coinvolgendo tutti gli utenti, contribuendo a creare un ambiente confortevole per il maggior numero di persone.

Per coloro che sono interessati a temi specifici o a pratiche di moderazione diverse, ci sono molte opzioni tra cui scegliere. Ad esempio, sono state create istanze come Livellosegreto dedicata a videogiochi, manga, anime, fumetti, libri, musica, pixel-art e retrogame. Altre istanze come saronno.one e senigallia.one riuniscono comunità cittadine, tennis.masto.host è incentrata sul tennis, mentre lastminute.one si occupa di viaggi.

La rivoluzione della protezione dei dati sensibili e della privacy

La diffusione di queste alternative nel web dipende da alcune condizioni. Innanzitutto, il principio di decentramento deve essere mantenuto. Attualmente, alcune istanze giganti concentrano la maggior parte degli utenti del Fediverso, ma l’idea di quest’ultimo è quella di consentire la creazione di molte istanze distribuite, sia simili che diverse, in numero variabile. È importante che anche la pubblica amministrazione giochi un ruolo nella rivoluzione del Fediverso, creando le proprie istanze per la produzione di contenuti o aprendole all’iscrizione dei propri membri anziché limitare la presenza su piattaforme statunitensi, garantendo così il rispetto della privacy e della protezione dei dati dei cittadini.

Iniziative in questa direzione sono già state intraprese. Ad esempio, il Garante europeo della protezione dei dati, Wojciech Wiewiórowski, ha annunciato il test di Eu voice, un’istanza Mastodon che permette di comunicare con i cittadini, e di Eu Video, un canale video su Peertube. Con questi progetti, il Garante mira a offrire piattaforme alternative di social media che pongano l’accento sulle persone e sui loro diritti alla privacy e alla protezione dei dati. Questo potrebbe rappresentare una forma alternativa per il futuro di Internet.

Leonardo Gianelli

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