Amer Ghalib, primo sindaco musulmano di origine yemenita negli Stati Uniti, è passato dall’essere idolo dei democratici a eroe dei conservatori nel giro di solo due anni. Infatti, quando Ghalib fu eletto i democratici festeggiarono la “risposta multiculturale alla retorica islamofoba trumpiana”, ma l’elezione ha avuto dei risvolti assolutamente inaspettati quando Ghalib ha annunciato il divieto di esporre bandiere LGBTQ+ dagli uffici pubblici.
Quando Amer Ghalib venne eletto sindaco di Hamtramck, un sobborgo di trentamila abitanti alle porte di Detroit, nel novembre di due anni fa, divenne ufficialmente il primo sindaco musulmano di origine yemenita negli Stati Uniti d’America, in un consiglio municipale per altro, a maggioranza musulmana. I democratici festeggiarono e accolsero con grandissimo entusiasmo l’elezione, convinti di aver finalmente ricevuto la risposta multiculturale alla continua retorica islamofoba di Donald Trump.
Tuttavia, meno di due anni dopo, la situazione si è straordinariamente ribaltata: Ghalib, 43 anni, è divenuto l’idolo dell’America bigotta e conservatrice, e la più grande delusione dei democratici. Il processo ha avuto inizio quando il sindaco, e il sopracitato consiglio municipale a maggioranza musulmana, hanno preso la decisione di vietare per sempre l’esposizione di bandiere che simboleggiano orientamento sessuale, razza, religione o orientamento politico. In particolare è stata bandita qualsiasi bandiera arcobaleno dagli edifici pubblici durante il Pride Month, il mese dell’orgoglio e della rivendicazione dei diritti della comunità LGBTQ+. I cittadini musulmani che stavano assistendo alla seduta hanno manifestato il loro pieno appoggio alla decisione, mentre quelli liberali, fortemente delusi, hanno protestato.
Hamtramck, la cittadina protagonista di questa strana vicenda, una volta era una città industriale con larghissima presenza di emigrati polacchi. Adesso invece, è un vero e proprio simbolo della cultura multirazziale degli Stati Uniti: a partire dal 2013 moltissimi immigrati giunti da Yemen e Bangladesh hanno reso proprio queste due nazionalità quelle maggioritarie in città. Pochissimi anni dopo è stato eletto per la prima volta in Usa un consiglio municipale a maggioranza musulmana e un sindaco yemenita della stessa fede religiosa.
La mossa è stata fortemente criticata da Stephanie Chang, senatrice statunitense, la quale è stata anche la prima a rilasciare una dichiarazione ufficiale in merito, affermando quanto questa decisione sia ingiusta: “Ai membri della comunità LGBTQ+ di Hamtramck e alle loro famiglie, sappiate che avete diversi alleati tra la città e lo Stato, la quale include anche me in quanto vostra senatrice […] Hamtramck ha avuto una lunga storia in quanto luogo di speranza e opportunità per persone provenienti da tutti gli scenari, inclusi coloro che sono giunti nella nostra nazione in fuga dalla guerra e dalla povertà”.
Non è la prima volta che negli Stati Uniti avviene un episodio così divisivo, e la questione intorno ai diritti LGBTQ+ è una delle più attuali e sofferte in tutto il paese: “Vogliono chiuderci nell’armadio“, ha commentato Gracie Cadieux, una queer di Hamtramck. “C’è un senso di tradimento” ha ammesso l’ex sindaca, Karen Majewski: “noi abbiamo difeso voi musulmani quando eravate minacciati, e ora sono i nostri diritti a rischio, e a minacciarli siete proprio voi”.
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